Galleria Borghese
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Perseo e Andromeda (1606 ca.), cm 17x23x e Venere e Adone (1606 ca.) cm 24,5x32, tempera a olio su lapislazzuli | Antonio Tempesta

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La raffinatezza e il lusso. Lo "stile" Borghese dal Cardinale Scipione ai principi Camillo e Paolina in quattro piccoli "tesori" artistici
A. Costamagna
€ 5,00

Il dossier documenta gli incrementi della raccolta Borghese, realizzati nel periodo 1997-2005.
Guida alla Galleria Borghese
K. H. Fiore
Brossura, 16,5x23 cm, pp. 128, 141 ill. col.
€ 14,00

Il volume introduce alla superba raccolta, conservata nell'edificio (XVII secolo) del cardinale Scipione Borghese, che annovera innumerevoli capolavori d'arte: dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo (Raffello, Correggio e Caravaggio), sculture (Bernini), bassorilievi e mosaici.
Antonio Tempesta detto il Tempestino (1555-1630) è stato un pittore e incisore italiano del primo periodo barocco.
Si formò nella cultura del tardo manierismo, con un gusto naturalistico ma anche calligrafico, acquisito dalla frequentazione di Giovanni Stradano.
Trasferitosi a Roma nel 1573, lavorò per Papa Gregorio XIII affrescando alcune mappe della Sala delle carte geografiche in Vaticano, tra le quali la famosa Mappa di Roma (1593).
Nella capitale pontificia lavorò per molte nobili famiglie e per importanti cardinali come Alessandro Farnese e Scipione Borghese.
Sul recto e sul verso dell'ovato (tempera ad olio su lapislazzuli), conservato in Galleria Borghese, sono rappresentate due scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, in particolare il mitico episodio di Perseo che libera Andromeda, incatenata a una roccia per essere sacrificata a un mostro del mare (IV libro; versi 665-739), e la storia di Adone ferito, durante la caccia, da un cinghiale e trovato morente dall'innamorata Venere (X libro; versi 708-739).
Nell'opera emergono le radici culturali fiamminghe, assimilate da Tempesta in giovane età presso la bottega di Giovanni Stradano.
La raffinata composizione sfrutta le venature del supporto, cosicché le striature auree della sottilissima lastra di laspislazzuli diventano facilmente nuvole del cielo oppure le azzurrini dissolvenze montuose o, infine, le diverse stratificazioni del terreno.
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