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La tela celebra la castità femminile attraverso il racconto di un episodio narrato nei Fasti di Ovidio.
La vestale Claudia, accusata di infedeltà, dimostrò la sua innocenza disincagliando alla foce del Tevere la nave che portava dalla Frigia la statua di Cibele; in questa era la pietra nera, propiziatrice della sorte di Roma nella seconda guerra punica.
La vestale implorò la dea di aiutarla, e Cibele la dotò di una forza sovrumana.
In primo piano, una folla assiepata sulla riva assiste incredula all'evento prodigioso.
Tra loro e la vestale Claudia sono rappresentati due cani, simbolo di fedeltà. Sullo sfondo è la raffigurazione immaginaria della città di Roma, di cui si riconoscono il Colosseo e Castel Sant'Angelo.
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