Tumore al seno, l’importanza della genetica: sono tre le varianti che influenzano il risultato delle cure

Una ricerca dell’IRCCS San Martino rivela che sarebbero tre le varianti genetiche ad incidere sul successo della terapia sul tumore al seno.

Il tumore al seno, noto anche come carcinoma mammario, è una forma di cancro che si sviluppa nelle cellule del seno. È una delle forme più comuni di cancro nelle donne, ma può anche colpire gli uomini, sebbene sia molto meno frequente. Ci sono diversi fattori di rischio noti per lo sviluppo del tumore al seno, tra cui l’età, la storia familiare di cancro al seno, il genere, l’esposizione a estrogeni e alcuni fattori di stile di vita, come l’obesità e il consumo eccessivo di alcol.

cosa dice nuova ricerca per il tumore al seno
Una nuova ricerca sul tumore al seno riguarda tre varianti genetiche Galleriaborghese.it

I sintomi del tumore al seno possono includere un nodulo, cambiamenti nella forma o dimensione del seno, pelle arrossata, dolore al seno, secrezioni dai capezzoli. Tuttavia, è importante notare che molte persone con tumore al seno non presentano sintomi evidenti nelle fasi iniziali. La diagnosi del tumore al seno coinvolge una serie di test, tra cui la mammografia, l’ecografia mammaria, la risonanza magnetica, e l’esame istologico di un campione di tessuto prelevato tramite biopsia.

Una volta diagnosticato il tumore al seno, i medici determinano lo stadio della malattia per valutare quanto si sia diffusa. Il trattamento del tumore al seno può includere chirurgia, radioterapia, chemioterapia, terapie mirate e terapie ormonali. Ed in merito alle cure un nuovo studio ci rivela qualcosa che potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti.

Cosa rivela il nuovo studio sul tumore al seno

Una nuova ricerca coordinata dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova rivela che ad incidere sul successo delle cure per il tumore al seno sono tre variabili genetiche. Lo studio, iniziato nel 2005, aiuterebbe a individuare la durata ideale della terapia ormonale con letrozolo. Le pazienti devono seguire questa cura dopo essere state operate per un tumore al seno positivo ai recettori per gli estrogeni.

nuova ricerca apre la strada a nuovi trattamenti
Sembra che la nuova ricerca possa aprire la strada a nuovi trattamenti per il tumore al seno Galleriaborghese.it

“Valutare la presenza o meno di queste tre varianti potrebbe aprire la strada alla personalizzazione della durata di tale trattamento sulla base del rischio di recidive e di effetti collaterali e bilanciare al meglio le cure”, rivela la coordinatrice dello studio. La ricerca rivela infatti che le tre varianti si associano a un maggior rischio di recidiva e metastasi del tumore a distanza di anni, ma anche a un’incidenza più bassa di effetti collaterali.

“Questi risultati fanno ipotizzare che le pazienti con queste varianti genetiche producano fisiologicamente una maggiore quantità di estrogeni. Essi da una parte riducono l’efficacia della terapia ormonale, portando a un rischio più alto di recidiva, dall’altra diminuiscono anche gli effetti collaterali gravi di tale terapia”, conclude Benedetta Conte, oncologa dell’Ospedale Policlinico San Martino.

In conclusione, affrontare una diagnosi di tumore al seno può essere emotivamente difficile. Il supporto psicologico è fondamentale. Inoltre, la diagnosi e il trattamento tempestivi possono migliorare significativamente le prospettive di guarigione. Pertanto, è fondamentale la consapevolezza, la prevenzione e il monitoraggio regolare per il tumore al seno. La prevenzione del tumore al seno può includere l’auto-esame, le mammografie regolari, uno stile di vita sano e l’evitare fattori di rischio noti.

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