Partite Iva, anche la seconda imposta di novembre può essere rateizzata: chi può richiederla

Importanti novità per quanto riguarda la seconda imposta di Novembre che riguarda le partite iva: ecco chi può richiederla.

Avere la Partita Iva potrebbe creare panico soprattutto quando si parla di imposte e acconti. Abbiamo deciso di fare chiarezza nel nostro articolo ed illustrarvi le importanti novità che sono state messe a punto nel nuovo decreto presentato dal Governo il 16 Ottobre. Le novità riguardano principalmente la seconda imposta di Novembre che potrebbe essere rateizzata: andiamo a vedere nel dettaglio che cosa cambia.

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Ecco tutte le novità per l’imposta di novembre Galleriaborghese.it

Il mese di Novembre, da sempre, segna la chiusura della stagione della dichiarazione dei redditi e, solitamente, entro il 30 Novembre tutti ma soprattutto i possessori delle Partita Iva dovranno procedere con il pagamento della seconda quota di acconto dovuta.

Queste scadenza, infatti, oltre interessare principalmente le Partite Iva, interessano anche i lavoratori e i dipendenti. L’articolo 4 del decreto legge n. 145/2023  collegato alla Legge di Bilancio 2024 ha previsto dei cambiamenti sostanziali che riguardano la possibilità del rinvio dei pagamenti al 16 gennaio del prossimo anno, anche mediante il sistema della rateizzazione da concludersi entro e non oltre il mese di Maggio.

Partita Iva e acconto di Novembre: ecco nel dettaglio tutte le novità sull’imposta

La novità sopra citata nel primo paragrafo, ossia quella del rinvio dell’acconto di Novembre al 16 Gennaio, riguarda principalmente  le partite IVA fino a 170.000 euro di ricavi e compensi. Resteranno esclusi, quindi, coloro che superano l’importo sopra citato. Inoltre, l’importo non salta completamente ma prevede il rinvio dei versamenti a decorrere dal 16 gennaio del prossimo anno, mediante il metodo della rateizzazione in cinque quote solo per alcuni dei contribuenti.

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Le novità che interessano l’acconto di novembre Galleriaborghese.it

Nel decreto fiscale collegato al disegno di Legge di Bilancio 2024 licenziato in Consiglio dei Ministri, fa riferimento per l’appunto all’acconto citato in precedenza, portato avanti  dall’Onorevole Alberto Gusmeroli della Lega. Nel corso del congresso  INT del 6 ottobre aveva affermato che con “ragionevole certezza” la misura sarebbe stata attuata già per la scadenza del 30 novembre.

L’obiettivo non è altro che distribuire in maniera equa il carico fiscale per i lavoratori autonomi e le imprese riducendo per quanto fosse possibile l’unica soluzione del secondo acconto delle imposte sui redditi. Ovviamente, sarà scelta del contribuente se pagare in un’unica soluzione o in cinque rate fino a fine maggio. La prima scadenza, come anticipato, è prevista per il 16 gennaio e le rate successive dovranno essere versate entro il 16 dei mesi successivi, fino a maggio.

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