Hanno sterilizzato migliaia di persone, perché povere o deboli: e non è la Germania nazista

Chi pensa che l’eugenetica sia solo un’orribile pagina del passato si sbaglia di grosso: in uno dei paesi più civili dell’Europa contemporanea migliaia di persone “imperfette” sono state sterilizzate. Ecco il retroscena.  

Eliminare tutti gli individui che in qualche modo si discostano dai canoni della “normalità”, avendo difetti o menomazioni fisiche, disturbi mentali, origini promiscue e una posizione sociale problematica. Questo era l’obiettivo – concepito e messo in atto – della Germania sotto Adolf Hitler. Tecnicamente si parla di “eugenetica”. Ciò che molti ignorano è che qualcosa di simile è accaduto anche in un paese storicamente tranquillo bella civilissima Europa, e non troppo tempo fa. Incredibile, ma vero.

 

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Circa 30mila le persone che sono state sottoposte a sterilizzazione forzata. (GalleriaBorghese.it)

Nel periodo che va dal 1934 al 1976 una legge basata sull’eugenetica e la biologia selettiva ha autorizzato la sterilizzazione di persone considerate “deboli di mente”, “ribelli” e “di razza mista”: in altre parole, imperfette. Statistiche alla mano, circa 30mila persone sono state sottoposte a un trattamento finalizzato a lasciare spazio a una razza “pura” e ricca, senza “difetti” fisici, mentali e/o socio-economici. Indovinare dove?

Il caso dei cittadini svedesi sterilizzati

Tutto ciò è successo in Svezia, paese tradizionalmente considerato un presidio di civiltà, democrazia e diritti. A fare le spese di questa ideologia estrema sono state soprattutto le famiglie più indigenti. Le vittime della “biologia razziale” costrette a rinunciare alla fertilità erano giovani e per lo più donne, con un quoziente intellettivo lievemente più basso della media e un qualche disagio psicologico. Neutralizzandole (ovviamente contro la loro volontà), secondo le autorità svedesi, si sarebbe creata una società invidiata in tutto il mondo.

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Cos’è successo anni fa in Svezia: l’incredibile e raccapricciante retroscena – galleriaborghese.it


Lo sa bene Kjell Sundstedt, 71enne regista e sceneggiatore svedese: sua madre riuscì a sfuggire a questa persecuzione, mentre sua zia Maj-Britt fu meno fortunata. E questo solo perché appartenevano a una famiglia povera. I servizi di tutela dell’infanzia obbligarono i parenti di Sundstedt a sottoporsi a un test del quoziente intellettivo, e chi si collocò sotto la soglia della “normale intelligenza” fece una brutta fine. Maj-Britt, in particolare, fu rinchiusa
in un manicomio a Nannylund e, nonostante l’opposizione del padre, subì l’intervento chirurgico di sterilizzazione.

Questa e altre storie sono rimaste a lungo avvolte nel silenzio: erano un segreto di cui nessuno voleva parlare, per un misto di paura e vergogna. Se questa orribile pagine di storia contemporanea è stata portata alla luce è merito di Maija Runcis, professoressa di Storia all’Università di Stoccolma, dopo aver avuto accesso nel 2013 a una sezione riservata degli Archivi di Stato con documenti top secret relativi alle sterilizzazioni. “Se non ti inserivi nella società rischiavi di essere sterilizzato”, ha spiegato l’esperta. Insomma, una pagina abbastanza sconvolgente.

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