Come capire se un neonato ha freddo: l’errore che tutti commettono

Capire se un neonato ha freddo può essere una cosa non facile: basta evitare questo errore e tutto sarà più chiaro.

Essere mamma non è mai semplice, anzi è sbagliato pensarlo, molte difficoltà possono esserci soprattutto se non si è mai avuto modo di vivere questa esperienza in passato. In questi casi può diventare fondamentale il supporto di chi sa bene cosa questo voglia dire, in grado di dare delle “dritte” che possono rivelarsi fondamentali anche in merito alle piccole cose.

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Come capire facilmente se il neonato ha freddo Galleriaborghese.it

La situazione può essere complicata sopratutto se ci si trova a gestire un neonato, in merito a un dubbio che possono avere un po’ tutti: è possibile capire se abbia freddo in modo tale da regolarsi di conseguenza? Il problema può essere maggiore in quelle che tendiamo a definire le “mezze stagioni”, fase in cui anche gli adulti possono reagire in maniera differente, c’è chi ha caldo per natura, chi meno e quindi tende a coprirsi. Nel caso di un bambino così piccolo anche un minimo colpo d’aria può essere rischioso, è bene quindi sapere poter agire per non sbagliare.

È possibile capire se un neonato ha freddo?

Non si deve pensare di non essere in grado di gestire il proprio figlio se non si riesce a capire se un neonato abbia freddo. A rassicurare le mamme ci ha pensato il dottor Claudio Oliveri, chirurgo pediatrico e papà nella vita, uno che non può che avere grande esperienza in queste situazioni, che sa bene come sia importante dare consigli adeguati su come comportarsi nei primi mesi di vita di un bimbo. Sul suo profilo TikTok lui pubblica spesso “pillole” perfette per i neogenitori.

Si tende a pensare che se si notano mani e piedi freddi sia automaticamente un segnale di come il piccolo abbia freddo. Ma è davvero sempre così? Si tratta di un’equazione che in realtà non è sempre valida.

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Un neonato può uscire per una passeggiata anche in inverno Galleriaborghese.it

A volte, infatti, questo sta a indicare che il bimbo ha una scarsa termoregolazione, cosa non può che essere acquisita con il tempo. È quindi sbagliato coprirlo in maniera eccessiva quando è in casa, ambiente dove difficilmente la temperatura è al di sotto di una certa soglia, anche per il benessere degli adulti. L’ideale sarebbe impostare una temperatura tra i 18 e i 21 gradi, quindi non troppo calda nè troppo fredda.

Allo stesso tempo, si arriva a pensare che sia meglio tenerlo tra le mura domestiche se fuori la colonnina di mercurio segna livelli troppo bassi. Anche questo è sbagliato. Non ci sono problemi a fargli fare una passeggiata anche in pieno inverno, basta semplicemente vestirlo in maniera adeguata.

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È quindi più che naturale che un neonato non abbia un’efficiente termoregolazione, il suo organismo riuscirà a essere efficiente anche in questo solo con il tempo. Questo è dovuto proprio alle caratteristiche della sua pelle, che è sottile e delicata, quindi più sensibile a ogni variazione della temperatura.

Si può comunque optare a questo vestendolo “a strati”, in modo tale da aggiungere o togliere indumenti in caso di necessità. Gli sbalzi tendono a essere minori se il bimbo viene allattato al seno: il contatto pelle a pelle che si genera con la mamma permette di stabilizzare meglio e più rapidamente la situazione.

In inverno sarebbe bene vestirlo seguendo una regola precisa: uno strato in più rispetto a quello che indosserebbe un adulto. In estate, invece, è importante tenere lontano il piccolo dal contatto diretto con i raggi solari, oltre a utilizzare un cappellino e vestiti leggeri. In casa può essere importante quando il caldo è eccessivo usare un ventilatore o un condizionatore, ma facendo in modo che l’aria non arrivi a lui/lei direttamente.

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