Visite fiscali per malattia: cambiano le fasce di reperibilità, le ultime novità a cui fare attenzione

Le visite fiscali per malattia dovranno rispettare diverse fasce di reperibilità. Il cambiamento dopo una sentenza del TAR del Lazio. 

Le visite fiscali sono le visite mediche di controllo domiciliare che vengono effettuate in determinate fasce orarie giornaliere. Possono essere richieste dal datore di lavoro a sue spese oppure dall’INPS per accertare l’effettivo stato di malattia del lavoratore dipendente assente dal lavoro. Il certificato medico o l’attestato di malattia rilasciato dal medico curante non è sufficiente per “tranquillizzare” l’azienda sulla veridicità di quanto affermato dal dipendente.

Nuovi orari delle visite fiscali
Nuovi orari delle visite fiscali Galleriaborghese.it

Da qui la necessità di prevedere degli orari di reperibilità in cui il lavoratore dovrà rimanere presso il domicilio indicato sull’attestato perché potrebbe bussare alla sua porta il medico per una visita di controllo. Risultando assenti bisognerà presentarsi ad una visita ambulatoriale. Un’eventuale assenza ingiustificata a tale visita può comportare la perdita di ogni trattamento economico per dieci giorni. La seconda assenza ingiustificata comporta la perdita del trattamento più la riduzione del 50% per il periodo residuo della malattia mentre alla terza assenza ingiustificata ci sarà la perdita totale dell’indennità.

Visite fiscali: le fasce di reperibilità non saranno più le stesse

Ad oggi le fasce di reperibilità sono differenti tra lavoratori pubblici e privati. Ebbene, il TAR del Lazio ha stabilito l’incostituzionalità di questa disparità tra settore pubblico e privato.

Come cambiano gli orari di reperibilità
Niente più differenze tra pubblico e privato Galleriaborghese.it

I dipendenti pubblici in malattia dovranno trovarsi in casa tra le 9.00 e le 13.00 del mattino e le 15.00 e le 19.00 del pomeriggio. Hanno l’obbligo di reperibilità anche nei giorni festivi e non lavorativi. I dipendenti pubblici, invece, devono essere reperibili tra le 10.00 e le 12.00 del mattino e tra le 17.00 e le 19.00 del pomeriggio.

Una differenza di orari che determinano una disparità di trattamento che secondo i Giudici del Tribunale amministrativo è ingiustificata. Si viola, infatti, il principio costituzionale di uguaglianza perché un evento di malattia non può essere trattato in modo diverso in base al settore di appartenenza. L’Articolo 3 della Costituzione stabilisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla Legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali“.

Se ci sono ostacoli, poi, la Repubblica dovrà eliminarli. Da qui la necessità di un cambiamento della normativa per evitare la differenza di tre ore di reperibilità tra pubblico e privato. Si attende, dunque, la riscrittura del Decreto con i nuovi orari di reperibilità.

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