Perché Vessicchio non è presente al Festival di Sanremo 2024: i motivi dell’assenza

Figura istituzionale del Festival di Sanremo, Peppe Vessicchio quest’anno non sarà tra i direttori d’orchestra della rassegna

La sua immagine è direttamente riconducibile a quella del Festival di Sanremo. Tanto che, ed è una curiosità, le persone che lo incontrano per strada e non ricordano come si chiami lo salutano dicendo… il ‘signor Festival’.

Quattro vittorie a Sanremo da direttore d'orchestra per Vessicchio
Quattro vittorie a Sanremo da direttore d’orchestra per Vessicchio – Credits ANSA (galleriaborghese.it)

In realtà, il ‘signor Festival’ si chiama Peppe Vessicchio, ed è un autorevolissimo direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore con quarant’anni di presenza ininterrotta sul podio dell’Ariston.

Peppe Vessicchio, il maestro

Vessicchio ha diretto l’orchestra decine e decine di volte, a volte chiamato dalla direzione artistica, molto più spesso direttamente dai musicisti che si affidavano alla sua esperienza per l’arrangiamento della propria canzone e l’esecuzione orchestrale. Un aspetto fondamentale: perché qualsiasi canzone, registrata in digitale e in uno studio, è una cosa. Ma eseguita dal vivo con un’orchestra di sessanta elementi che comprende cori, archi e ottoni è una cosa completamente diversa.

Il lavoro di arrangiamento di un direttore di orchestra è davvero inimmaginabile e prevede uno spartito diverso per ogni singolo strumento. Alle spalle di ogni canzone c’è un lavoro di preparazione di mesi. Oltre naturalmente ad anni e anni di studio.

Peppe Vessicchio è considerato uno dei direttori d’orchestra più quotati del nostro paese. Negli ultimi anni è diventato un volto estremamente popolare per il grande pubblico grazie alle sue frequenti apparizioni televisive. Anche per merito di un’immagine affabile e signorile che non passa certamente inosservata. Lunga anche la sua collaborazione con alcune trasmissioni, in particolare come coach in Amici, con Maria De Filippi.

Non sarà a Sanremo

Quest’anno Peppe Vessicchio non sarà a Sanremo. Un caso più unico che raro e a spiegare il perché è lui stesso… “Non si sono creati i presupposti, non sono stato invitato a collaborare da nessuno dei cantanti in gara. Di conseguenza non sarò presente”.

Un’assenza significativa che denota come il mondo della musica stia cambiando abbandonando una forma tradizionale della quale, a volte, si sente notevolmente la mancanza: “La direzione gestuale del direttore di orchestra sembra non essere più una necessità impellente – spiega Vessicchio – anche perché tutti i musicisti che compongono l’orchestra, professori diplomati nel loro strumento, sono connessi in cuffia con un computer che sintetizza loro gli ingressi. Ormai quasi tutte le canzoni sono composte al computer che consente anche la trascrizione nelle varie partiture di ogni singolo strumento”.

Tecnicamente si chiama click. Una voce digitale che chiama ogni singolo contributo con un countdown. Vessicchio non dice che oggi chiunque potrebbe dirigere l’orchestra di Sanremo ma lo fa capire. Il Festival è sempre di più una rappresentazione della produzione discografica e sempre meno una esecuzione musicale in piena regola.

Get ready with Peppe

Vessicchio tuttavia continua a occuparsi di Sanremo. In questi giorni è impegnato con un format su Amazon Music – ‘Get ready with Peppe’con il quale analizza alcuni eventi storici del festival, raccontando aneddoti e curiosità, dietro le quinte, intervistando molti artisti. Un programma estremamente interessante per chi ama la musica e ogni aspetto della sua produzione.

Vessicchio ammette che il Festival di Sanremo non gli mancherà: “Non tanto il dirigere il festival quanto piuttosto esserci, lavorando in un clima di estrema convivialità con molti colleghi”.

Tra i motivi che il maestro non cita e che potrebbero essere alla base della scelta di artisti – ma soprattutto delle case discografiche – di non coinvolgerlo potrebbe anche esserci la causa vinta da Vessicchio per alcuni brani che il maestro aveva composto per La Prova del Cuoco e che non gli erano stati riconosciuti. Una vicenda di diritti d’autore.

Peppe Vessicchio, 26 edizioni al Festival di Sanremo
Peppe Vessicchio, 26 edizioni al Festival di Sanremo – Credits ANSA (galleriaborghese.it)

In estate il tribunale di Roma gli ha dato ragione costringendo la Rai a pagare. Un caso che oltretutto diventa estremamente importante in qualità di precedente per vicende molto simili, oggetto di controversia nel corso degli anni.

Per 26 anni sul podio del Festival Peppe Vessicchio è quel che si dice una presenza istituzionale: nel senso che ha presenziato al Festival lui più di chiunque altro. Molto più di conduttori, vallette, artisti e autori. In tutto sono la bellezza di 26 edizioni: la prima nel 1986 con ZuccheroCanzone Triste – ma si trattava di una direzione artistica più che orchestrale. Perché l’orchestra ancora non c’era e sarebbe arrivata solo quattro anni dopo.

Nella prima edizione con l’Orchestra, 1990, a Vessicchio venne chiesto di arrangiare e dirigere un brano di Mango (Tu… sì), che si piazzò al settimo posto, e la splendida La Nevicata del ’56, canzone scritta da Franco Califano per Mia Martini, sesta assoluta. Un meraviglioso arrangiamento orchestrale, uno dei più belli di sempre tra quelli proposti al Festival.

Diverse le soddisfazioni: la sua ultima vittoria, nel 2011 con Roberto Vecchioni (Chiamami ancora amore): un successo da outsider, perché la canzone d’autore non è mai stata facile da imporre a Sanremo. Con questa le sue vittorie sono state quattro: la prima con La Piccola Orchestra Avion Travel nel 2000 (Sentimento) la seconda tre anni dopo con Per dire di No di Alexia e nel 2010 con Per tutte le volte che di Valerio Scanu.

La follia di Elio

In realtà uno degli episodi che tutti ricordano di Vessicchio è soprattutto la partecipazione con Elio e le Storie Tese del 1996 con La Terra dei Cachi. Obiettivo della band era quello di arrivare ultimi. Arrivarono secondi alle spalle di Ron ottenendo un clamoroso successo.

Roberto Vecchioni abbraccia Vessicchio dopo la vittoria del 2011
Roberto Vecchioni abbraccia Vessicchio dopo la vittoria del 2011 – Credits ANSA (galleriaborghese.it)

Leggendaria la loro esibizione nella serata delle cosiddette clip, una delle trovate portate da Pippo Baudo per consentire a tutte le canzoni in gara – quell’anno erano venti – di essere suonate nel corso di una sola serata. La clip era la riduzione della canzone a un minutino di inciso. Ognuno la arrangiava come voleva, l’importante è che non fosse più lunga di un minuto.

In modo del tutto folle Elio e le Storie Tese decisero di accelerare l’esecuzione della canzone svolgendola tutta, dall’inizio alla fine, ma al doppio della sua velocità originale. Una cosa mai vista. A dirigere l’orchestra anche in quell’occasione c’era Vessicchio: “In effetti era una cosa folle, sicuramente mai vista né sentita. Ma quando accetti di lavorare con Elio sai che non ci sarà mai nulla di banale. Fu straordinario. Raramente ricordo i maestri dell’orchestra ridere e divertirsi così tanto sia durante le prove che durante l’esecuzione finale”.

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