Tasse non versate e multe non pagate, adesso non sono più un problema: la svolta che tutti attendevano

Finalmente per chi non ha pagato multe e tasse arriva una soluzione che va incontro a chi ha difficoltà a saldare il debito.

Non tutti hanno la possibilità economica di pagare una multa magari con un importo particolarmente sostanzioso o alcune tasse, forse inaspettate, riguardo ad un evento imprevisto. Succede che queste persone si ritrovano in debito nei confronti dello Stato.

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Arriva una soluzione per i contribuenti che non hanno pagato le tasse e le multe – (galleriaborghese.it)

Una situazione non certo piacevole, che comporta una serie di problematiche come l’ansia, e circostanze spiacevoli come quelle di non poter aderire o partecipare ad alcuni bandi o concorsi o avere sempre la paura di perdere la proprie cose, come l’auto o la casa. Arriva una svolta che potrebbe essere una boccata d’ossigeno. Ecco una panoramica dettagliata delle principali novità introdotte.

Nuova riforma della riscossione: dilazioni fino a 10 Anni per tasse e multe non pagate

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma della riscossione, introducendo un sistema innovativo che mira a velocizzare le procedure e ridurre il carico di crediti non riscossi. Questa riforma rappresenta un passo significativo verso una gestione più efficiente e comprensiva dei debiti fiscali e delle multe non pagate, offrendo soluzioni flessibili ai contribuenti in difficoltà economica.

L’obiettivo primario della riforma è la riduzione del “magazzino” dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, che a fine 2023 ammontava a oltre 1.200 miliardi di euro. Il governo Meloni punta a risolvere questa problematica in modo progressivo e a prevenire la futura accumulazione di crediti non riscossi. A partire dal 1° gennaio 2025, sarà introdotto un contatore di 5 anni, al termine del quale gli importi non riscossi saranno automaticamente scaricati dagli enti all’agente di riscossione.

tasse e multe dilazioni
Arrivano le dilazioni per le tasse e le multe non pagate – (galleriaborghese.it)

Una delle novità principali è la possibilità di affidare la gestione della riscossione a soggetti privati attraverso gare pubbliche. Questi soggetti devono essere iscritti all’Albo dei riscossori. In alternativa, l’ente creditore può continuare a gestire la riscossione trasferendo il rischio ai privati, sempre mediante gare di appalto pubbliche.

La riforma introduce un’importante novità per i contribuenti in difficoltà: l’estensione dei piani di dilazione fino a 10 anni, ovvero 120 rate mensili. Questo permette ai debitori di spalmare i pagamenti su un periodo più lungo, rendendo più gestibile il rimborso del debito.

La gestione viene suddivisa in due: quella con dilazioni senza documentazione e quella con dilazioni con documentazione. Per la prima, per debiti fino a 120.000 euro, i contribuenti possono richiedere una dilazione massima come segue:
Fino a 84 rate mensili per richieste nel 2025 e 2026.
Fino a 96 rate mensili per richieste nel 2027 e 2028.
Fino a 108 rate mensili per richieste dal 2029.

Questa opzione è disponibile per chi dichiara una condizione economica svantaggiosa senza bisogno di presentare documentazione.

Per le dilazioni con documentazione: per debiti superiori a 120.000 euro, è possibile ottenere una dilazione fino a 120 rate presentando documentazione che attesti la difficoltà economica (come l’ISEE o l’indice di liquidità). Per debiti inferiori, il piano di dilazione varia come segue:
Da 85 a 120 rate per richieste nel 2025 e 2026.
Da 97 a 120 rate per richieste nel 2027 e 2028.
Da 109 a 120 rate per richieste dal 2029.

A partire dal 2025, l’Agenzia delle Entrate Riscossione avrà l’obbligo di notificare le cartelle esattoriali entro nove mesi dall’affidamento del carico, garantendo tempi più rapidi nella gestione delle pratiche. La riforma prevede anche un’attenzione particolare alle condizioni che permettono ai contribuenti di impugnare le cartelle esattoriali o gli estratti di ruolo, nel caso ritengano non valida la notifica ricevuta. Questo garantisce una maggiore tutela dei diritti dei contribuenti, permettendo loro di contestare eventuali irregolarità.

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