Superbonus, errori ed omissioni fanno scattare la restituzione con interessi al 200%: il fisco ha 8 anni di tempo per fare i controlli

Superbonus al 110%: omissioni e errori si pagano cari! Restituzioni con interessi al 200%,cosa c’è da sapere.

Nel labirinto intricato delle ristrutturazioni edilizie, il Superbonus al 110% emerge come un’opportunità allettante per coloro che intraprendono lavori di ristrutturazione. Tuttavia, è importante considerare che ogni passo compiuto in questa direzione deve essere attentamente pianificato ed eseguito. Come un viaggio attraverso territori sconosciuti, chi decide di beneficiare di questo incentivo deve fare i conti con un terreno accidentato. Ogni errore e ogni omissione può tradursi in una casa più costosa di quanto ci si aspetti.

Controlli fiscali sul Superbonus al 110%
Superbonus al 110%: un viaggio normativo tra agevolazioni e complessità – Galleriaborghese.it

Immaginiamo il Superbonus come una mappa intricata: sbagliare la strada potrebbe significare dover restituire non solo l’importo ricevuto, ma anche affrontare interessi salati al 200%. Il fisco, con un periodo di 8 anni per condurre i controlli, dimostra di vigilare su questo percorso, dove una manovra scorretta può rivelarsi più onerosa di quanto inizialmente immaginato. Ecco perché, nella corsa verso il vantaggio fiscale, la precisione e la conformità diventano alleate fondamentali.

Errori e omissioni nel perimetro del Superbonus

I dettagli emersi durante un incontro cruciale di Telefisco hanno gettato luce sulle sfide che attendono coloro che sono ancora in corso lavori di ristrutturazione e mirano a sfruttare il Superbonus al 110%. Non è più sufficiente dimostrare i semplici bonifici effettuati; ora, si rivela essenziale che i pagamenti devono essere strettamente allineati con lo stato reale dei lavori completati. L’Agenzia delle Entrate ha posto un’ulteriore sfida, richiedendo una certificazione dello stato di avanzamento dei lavori per consentire la cessione del credito.

Consigli chiave per il Superbonus
Strategie per evitare errori nel Superbonus – – Galleriaborghese.it

È il direttore dei lavori che, con la sua certificazione, dovrà attestare lo stato effettivo del cantiere e gli interventi concretamente realizzati, quelli che sono oggetto dei pagamenti da cedere.

L’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente sottolineato che la regola imperante proviene dal 13° comma dell’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020. Affinché l’opzione per la cessione o lo sconto in fattura sia valida, il contribuente deve presentare una certificazione che attesta il diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi agevolabili con il Superbonus. Questa certificazione deve provenire da un tecnico abilitato, il quale dovrà garantire che l’intervento sia conforme ai requisiti tecnici richiesti e che le spese sostenute siano congrue rispetto agli interventi agevolati. Solo rispettando questa procedura sarà possibile godere del Superbonus al 110%, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023.

Per coloro che mirano all’agevolazione fiscale mediante la detrazione diretta delle spese dalle tasse, si apre un’altra prospettiva. È possibile anticipare l’intero saldo entro l’anno in corso, anche per quei lavori che si concluderanno l’anno successivo, al fine di detrarre le spese dall’Irpef. La circolare n. 24/E del 2020 getta ulteriore luce su questo aspetto, specificando che, per il Superbonus e gli altri bonus edilizi, l’individuazione del periodo d’imposta segue il criterio di cassa, basato sulla data effettiva del pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi.

Impostazioni privacy