Stipendi, aumenti di oltre 100 euro al mese: ecco quali lavoratori troveranno questa sorpresa in busta paga

Buone notizie in arrivo per tantissimi lavoratori italiani che avranno oltre 100 euro in più in busta paga: i dettagli.

Arrivano finalmente delle buone notizie per molti lavoratori italiani che, proprio nel 2024, riceveranno delle buste paga più alte. Si tratta di aumenti che sono stati previsti nella nuova Manovra del governo Meloni, approvata alla fine del 2023 da Camera e Senato e in vigore proprio a partire da questi primi giorni del 2024.

Busta paga aumenti a chi spettano
Aumenti in busta paga: a chi spettano – Galleriaborghese.it

Motivo principale dell’aumento delle buste paga è il taglio del cuneo fiscale, ovvero l’esonero contributivo riservato ai lavoratori dipendenti. Il taglio del cuneo fiscale porta con sé un effetto crescente: più basso è il reddito e maggiore sarà l’aumento in busta paga. Vediamo i dettagli.

Aumenti in busta paga: ecco a chi spettano nel 2024

Il taglio del cuneo fiscale è stato di 7 punti percentuali in meno per i salari più bassi: con un reddito di 750 euro mensili, il vantaggio netto è di 40 euro al mese, che aumentano a 54 a quota 1.000 e 69 a 1.500, sempre considerando i valori lordi. Per gli stipendi fino a 15.000 euro lordi annui l’aumento della detrazione genera un modestissimo miglioramento, pari a circa 6 euro al mese.

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Aumenti in busta paga per il 2024 – Galleriaborghese.it

A partire da questa soglia che, invece, la riduzione delle aliquote entra in azione molto gradualmente, con un impatto massimo di 20 euro al mese su base mensile. Se da una parte abbiamo il taglio del cuneo fiscale, dall’altra parte l’intensità dell’esonero contributivo si riduce al di sopra dei 1.923 euro lordi (25.000 euro all’anno), passando da sette a sei punti percentuali.

I lavoratori che percepiscono 2mila euro al mese avranno 84 euro in più in busta paga a cui si aggiungono 16 euro di minore Irpef. Per un totale di 100 euro. A quota 2.250 euro mensili, il beneficio netto raggiunge i 107 euro, ottenuti dalla somma di 87 euro derivanti dal taglio del cuneo e 20 euro grazie alla minore imposta.

Coloro che invece hanno una busta paga di 2.692 euro e quindi di 35.000 euro l’anno, il guadagno mensile riprende quota, toccando i 111 euro. Tuttavia, successivamente diminuisce bruscamente la componente legata al taglio del cuneo (che non spetta più), e rimangono solo i 20 euro di minore imposta.

Gli aumenti si annullano, invece, per chi imponibile Irpef che supera i 50.000 euro all’anno. Al di sopra di questa soglia, entra in gioco la franchigia sulle detrazioni d’imposta, fissata a 260 euro, equivalenti a 20 euro al mese per tredici mensilità. In altre parole il Fisco riuscirà a recuperare in un secondo momento quello che aveva inizialmente perso.

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