Si ferma l’Assegno d’Inclusione: stop improvviso, ecco le nuove regole INPS

L’Inps cambia le regole e per molti si ferma l’Assegno di Inclusione. Scopriamo chi perderà l’aiuto di Stato a breve.

Stop Assegno di Inclusione: le nuove regole dell’Inps cambiano tutto e molti perderanno il sussidio introdotto a gennaio dal Governo Meloni. Vediamo cosa succederà.

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Migliaia di persone rischiano di perdere l’Assegno di Inclusione/Galleriaborghese.it

Addio Assegno di Inclusione: le nuove regole dell’Inps cambiano tutto. Molti attuali percettori non avranno più diritto a questo sussidio che è entrato in scena a gennaio e ha preso il posto del vecchio Reddito di Cittadinanza. L’Assegno di Inclusione, fino ad oggi, è stato erogato a nuclei familiari che soddisfano determinati requisiti.

In primis è necessario che il reddito lordo annuo dell’intera famiglia non superi i 6000 euro. Conditio sine qua non è la presenza di un familiare non occupabile, bensì quella di un disabile oppure un minorenne oppure una persona che ha già compiuto 60 anni. Infine nessun componente della famiglia deve aver riportato condanne penali negli ultimi 10 anni.

Questi i requisiti più importanti. Ma ora l’Inps ha cambiato le regole e molte famiglie dovranno dire addio a questo aiuto di Stato che consiste in 500 euro al mese più altri 280 euro per pagare l’affitto. Per molti sarà un vero dramma.

Assegno di Inclusione: ecco le nuove regole

L’Assegno di Inclusione ha regole molto più ferree rispetto al vecchio Reddito di Cittadinanza. Come abbiamo visto, infatti, non basta avere reddito e Isee bassi ma è necessario che, all’interno del nucleo familiare, sia presente almeno un soggetto non occupabile, cioè non in grado di lavorare.

Di recente l’Inps ha comunicato una nuova regola: la famiglia che percepisce l’Assegno di Inclusione ha l’obbligo di presentarsi ai servizi sociali o al patronato ogni 90 giorni per aggiornare la propria situazione. Se non lo farà, perderà il sussidio. Si tratta di una regola nuova.

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Se non fai una certa cosa perdi tutto/Galleriaborghese.it

Infatti, fino ad oggi, c’era solo l’obbligo di sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale e di presentarsi poi, entro 120 giorni,  presso i servizi sociali del proprio Comune di residenza. D’ora in avanti, invece, ogni 90 giorni sarà necessario aggiornare la propria situazione.

Tuttavia non tutti i membri della famiglia sono obbligati a questo passaggio: sono esonerati i membri della famiglia di età compresa tra i 18 e i 59 anni senza disabilità i quali non vengono considerati nella scala di equivalenza per stabilire l’importo del sussidio che spetta al nucleo familiare. I soggetti giovani e in grado di lavorare, infatti, non hanno diritto all’Assegno di Inclusione ma possono beneficiare di un altro aiuto: il Supporto Formazione e Lavoro. Si tratta di un sussidio di 350 euro che può essere fruito per un massimo di 12 mesi.

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