Serie A sotto choc, decisione irrevocabile: si ritira

Il 2024 comincia con una brutta notizia per i tifosi: ha deciso di ritirarsi immediatamente dopo una carriera in Serie A, nessun dubbio

Il calcio dà, la sfortuna toglie. Perché al di là dei drammi sportivi che hanno colpito negli ultimi 20 anni il mondo del pallone, ci sono anche i ritiri prematuri. E ancora una volta succede ad un professionista della Serie A alla soglia dei 30 anni.

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Dalla Serie A al ritiro, lascia a 30 anni (LaPresse) – Galleriaborghese.it

Un problema comune a molti campionati, lo insegna bene la Bundesliga con alcuni casi clamorosi. Come quello di André Schurrle, fin da giovanissimo dipinto come un grande talento e la nuova speranza del calcio tedesco. Così in effetti è stato e non a caso fu suo l’assist vincente nella finale dei Mondiali 2014 vinta in Brasile con il gol di Gotze. Il punto più alto di una carriera in fase di lancio, ma in realtà anche l’ultima gioia vera. Tra infortuni in serie e poco feeling con alcuni allenatori, Schurrle ha smesso nel 2020 non ancora trentenne dopo aver vestito le maglie di Chelsea e Borussia Dortmund.

Un destino comune a quello di un altro connazionale talentuoso ma poco continuo. David Odonkor al contrario di Schurrle il Mondiale non l’ha vinto con la Germania anche se ci è andato vicino. Era nella squadra che nel 2006 perse dall’Italia in semifinale a Dortmund. Più fisico che tecnico, dotato di grande velocità nella corsa, ha smesso quando aveva 29 anni preferendo dedicarsi alla famiglia.

Serie A sotto choc, si è ritirato a 30 anni

Un problema comune alla Serie A, come sappiamo bene e basterebbe un nome per capirlo. Quello di Marco van Basten che ha contribuito in modo netto al ciclo vincente  dell’era Berlusconi e Sacchi al Milan. Nel 1995 la sua ultimo conferenza stampa: il Cigno di Utrecht lasciava il calcio a 29 anni perché la cartilagine della caviglia continuava a tormentarlo e rischiava di restare zoppo in futuro.

Sempre dalle nostre parti si è fatto conoscere e apprezzare Hidetoshi Nakata, vero fenomeno in patria, in Giappone. Anche l’ex romanista ha appeso gli scarpini al chiodo a soli 29 anni ma, come ha confessato successivamente, con la testa aveva già smesso molto tempo prima.

Oggi tocca a Paolo Faragò che a 30 anni compiuti da poco ha deciso di ritirarsi. Nato in Calabria, ma formatosi calcisticamente in Piemonte, ha vestito maglie importanti come quelle di Novara, Cagliari, Bologna, Lecce e per ultima quella del Como. In tutto 101 presenze in Serie A e tutte le altre in B facendosi apprezzare da allenatori e compagni.

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Paolo Faragò si ritira a soli 30 anni (Ansa) – Galleriaborghese.it

I problemi all’anca che si porta avanti da tempo però non gli permettono più di rendere come avrebbe voluto. Così, invece di trascinarsi in giro per i campi ha scelto di dire basta anche se è stata una decisione sofferta.

In un lungo post ha confessato che gli mancherà tutto del campo e degli spogliatoi, dall’abbraccio dei compagni alle urla dei tifosi. “Negli ultimi 4 anni, poco alla volta, il mio avversario non aveva più una maglia diversa, ma era diventato il mio corpo. Ho fatto di tutto per combatterlo, ma niente, ha vinto lui”, ha concluso amaramente l’ormai ex calciatore.

Visite, operazioni, terapie che hanno solo rallentato il momento dell’addio che ora è arrivato. Staccherà con il calcio e si dedicherà alla terra. Faragò, insieme a due amici, è titolare di una nota azienda vinicola in Sardegna.

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