Scoprire il giorno della propria morte? Ora è possibile con l’Intelligenza Artificiale

Forse non tutti desiderano sapere il giorno della propria morte, ma chi è interessato potrà contare sulle novità date dall’IA.

L’Intelligenza Artificiale sta entrando nelle nostre vite sempre di più, e allora perché non farla entrare anche nella nostra morte? È quello che devono aver pensato gli sviluppatori di un programma molto particolare, la cui tecnologia avanzata permette di fare previsioni molto accurate sulla data della morte di ogni individuo.

un algoritmo fa vedere la data di morte
L’Intelligenza artificiale è in grado di dire la data di morte di un soggetto – Galleriaborghese.it

Possiamo ben comprendere che una tecnologia del genere non servirebbe – o non servirà – solamente a soddisfare le persone curiose, ma anche a banche, o aziende che forniscono servizi assicurativi. Le implicazioni dell’invenzione, dunque, sono molto ampie. Ma come fa l’Intelligenza Artificiale a stabilire una data di morte? Ecco come funziona il sistema.

Ecco come fa l’IA a scoprire il giorno della morte di qualcuno

Lo chiamano “calcolatore di morte” e il nome non è dei più rassicuranti, ma sembra che il modello sviluppato con l’IA sia anche estremamente preciso. La tecnologia alla base di questo (nefasto) strumento è la medesima usata per ChatGPT; in poche parole, il calcolatore analizza molto velocemente tutti gli accadimenti della vita di un soggetto, per poi formulare la sua previsione.

Con l'IA possiamo scoprire la data di morte
L’IA potrà dirci la data esatta di morte – Galleriaborghese.it

L’algoritmo “life2vec”, spiegano gli ideatori, utilizza tutti i dettagli della vita di un individuo: il reddito, la professione, la residenza e la storia sanitaria, per citarne alcuni, e poi determina l’aspettativa di vita del soggetto. Finora la precisione sembra arrivi al 78%.

Il ricercatore Lehmann ha affermato: Proprio come le parole si susseguono nelle frasi, gli eventi si susseguono nella vita umana” e questo ci fa capire, seppur da inesperti, come possa funzionare l’algoritmo. Oltre a questo, sembra che l’algoritmo riesca anche a prevedere le personalità dei soggetti testati.

Per arrivare ad acclamare come altamente efficace l’algoritmo, il team di ricercatori ha svolto alcuni esperimenti. Ha esaminato una popolazione eterogenea di 6 milioni di danesi, diversi per sesso ed età, tra il 2008 e il 2020. I ricercatori hanno utilizzato “life2vec” per scoprire quali tra i soggetti avrebbero probabilmente vissuto per almeno 4 anni oltre il 1 gennaio 2016.

In pratica il team di esperti ha istruito l’IA con un metodo “semplice”: ha assegnato un token ad ogni accadimento/evento/situazione, classificando così tutto ciò che è accaduto alla vita dei soggetti esaminati.

Ad esempio, una frattura dell’avambraccio è rappresentata come S52; lavorare in una tabaccheria è codificato come IND4726, il reddito è rappresentato da 100 token digitali diversi; e “emorragia post-partum” è O72.

Utilizzando le informazioni fornite, “life2vec” è riuscito a prevedere quasi perfettamente chi sarebbe morto entro il 2020. Dunque non ci resta che aspettare che questa tecnologia ossa essere usata anche dai cittadini, ammesso che vogliano davvero sapere entro quando moriranno.

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