Pensioni, opzione donna è totalmente diversa dal 2023: come funziona adesso

Opzione Donna 2024 è molto differente da quella del 2023. Ecco le fondamentali modifiche all’uscita anticipata riservata alle lavoratrici.

Tra Opzione Donna 2024 e Opzione Donna 2023 c’ una grande differenza. La forma pensionistica di uscita anticipata per le donne è stata prorogata a tutto il prossimo anno, ma con alcune sostanziali modifiche.

Differenze tra Opzione donna 2024 e Opzione donna 2023
Cosa cambia quest’anno con Opzione Donna? – galleriaborghese.it

Solitamente, quando si parla di pensioni e uscite anticipate dal lavoro, le modifiche si concentrano sull’età anagrafica e sugli anni di contributi maturati nel corso della carriera lavorativa. E come era prevedibile, proprio in uno di questi campi si sono registrate le novità per Opzione Donna 2024. Cerchiamo di capire di si tratta e cosa conviene fare dopo le ultime modifiche.

Opzione donna, cosa è cambiato di sostanziale rispetto al 2023

Una prima fondamentale differenza è quella relativa al requisito anagrafico richiesto alle lavoratrici per l’uscita anticipata dal lavoro. Con Opzione donna 2023 sia le lavoratrici dipendenti che quelle autonome potevano andare in pensione a 59 anni se avevano un figlio e a 58 con due o più figli.

Novità Opzione Donna 2024
Ecco quali sono le novità per andare in pensione nel 2024 con Opzione Donna – galleriaborghese.it

Con Opzione Donna 2024 le cose sono cambiate: le lavoratrici con un figlio potranno andare in pensione a 60 anni e a 59 anni con due o più figli. Non ci sono novità invece sul fronte dei requisiti contributivi: anche con Opzione Donna 2024 rimane fermo il criterio dei 35 anni di contributi da maturare entro la fine dell’anno precedente. Vale a dire entro il 31 dicembre 2022 per uscire dal lavoro con Opzione Donna 2023 e entro il 31 dicembre 2023 nel caso di Opzione Donna 2024.

Così come non sono cambiate le categorie di lavoratrici che possono uscire prima . Anche Opzione Donna 2024 vale infatti per queste categorie:

  • Lavoratrici licenziate;
  • Lavoratrici dipendenti in aziende con tavolo di crisi aperto presso il Ministero;
  • Lavoratrici con disabilità riconosciuta superiore al 74%;
  • Lavoratrici che assistono persone disabili conviventi, con handicap grave e legge 104 da almeno 6 mesi dal momento della richiesta di pensione con Opzione Donna.

Nulla cambia anche per quel che riguarda le finestre mobili per la pensione effettiva. Sia con Opzione Donna 2023 che con Opzione Donna 2024 queste rimangono di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti (tanto nel pubblico che nel privato) e di 18 mesi invece per le lavoratrici autonome.

Resta ferma la possibilità, per tutte le lavoratrici che hanno maturato i requisiti previsti a fine 2022, di esercitare il loro diritto ad andare in pensione con Opzione Donna 2023 anche una volta esaurita la misura (cioè ancora nel 2023, 2024, 2025, ecc.) se valutano che tale scelta è quella più conveniente per loro.

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