Pensione e contributi: cosa cambia con il sistema retributivo, contributivo e misto

Pensione e contributi, le differenze tra i vari sistemi di conteggio dei versamenti necessari per la pensione di vecchiaia.

Il sistema pensionistico italiano è stato sottoposto con le recente legge di bilancio all’ennesimo ritocco, senza per altro arrivare a una ridefinizione complessiva. La riforma delle pensioni resta per il momento un progetto ancora distante, in considerazioni delle limitazioni imposte dagli obblighi di bilancio e dalla limitatezza delle risorse finanziarie disponibili.

contruzione annuale, requisiti per la pensione
Pensione di vecchiaia, quanti contributi servono – galleriaborghese.it

Alcuni trattamenti previdenziali previsti per l’anno 2024 hanno subito delle modifiche in senso restrittivo proprio con l’ultima legge di bilancio. In particolare sono stati coinvolti alcuni trattamenti pensionistici anticipati con una stretta nei requisiti anagrafici e nella formula di conteggio della contribuzione effettuata. Si parla di Opzione donna e di quota 103, che hanno subito delle modifiche per il 2024.

Pensione di vecchiaia, i contributi che servono

Una situazione diversa riguarda la pensione di vecchiaia, la principale formula di accesso alla pensione per i lavoratori italiani. Le rimodulazioni, apportate con la legge di bilancio 2024  che riguardano la pensione di vecchiaia, hanno un impatto minore sulla prestazione e coinvolgono solo un parte degli aventi diritto.

pensione e sistemi di calcolo della contribuzione
Calcolo dei contributi versati per la pensione – galleriaborghese.it

Chi ha iniziato ha lavorare prima del 1996 e dunque vanta una parte di contributi versati con il sistema retributivo (molto più conveniente dell’attuale per i lavoratori) non subisce penalizzazioni per il trattamento di vecchiaia. Al contrario chi sceglie per gli anticipi pensionistici subisce un taglio dell’assegno pensionistico che riceve. Deve attendere una finestra mobile tra decorrenza della pensione e prima quota accreditata.

I contributivi puri (cioè coloro che hanno iniziato a versare solo a partire dal 1996) vedono abbassare la soglia minima di pensione oltre la quale è possibile accedere al trattamento di vecchiaia. L’importo nel 2024 deve essere almeno pari a una volta l’assegno sociale, cioè a 534,41 euro. Fino al 2023 l’importo minino era fissato a una volta e mezza l’assegno sociale quindi a oltre 800 euro al mese.

Chi ha contributi versati entro il 1995, senza raggiungere i 18 anni di contributi entro quell’anno, mantiene il calcolo contributivo misto (cioè calcolo retributivo per i contributi fino al 31 dicembre 1995. Inoltre l’applicazione del contributivo per quanto versato successivamente). Infine quanto hanno versato almeno 18 anni di contributi entro il 31 dicembre 1995, mantengono il calcolo retributivo fino al 31 dicembre 2012. E applica il sistema contributivo per gli altri anni.

Il riferimento della pensione di vecchiaia resta l’impostazione della misura data dalla riforma Fornero. I requisiti base sono 67 anni di età, con adeguamenti all’incremento dell’aspettativa di vita; almeno 20 anni di contributi versati e decorrenza della pensione dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

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