Paul Auster, muore il genio della trilogia di New York

É morto a 77 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro lo scrittore americano Paul Auster: aveva ottenuto grande successo con la trilogia di New York

Si era fortemente ispirato a Charles Dickens ed Ernest Hemingway. Amava Edgar Allan Poe e da ognuno di questi grandissimi autori è riuscito a estrapolare stile e caratteristiche che a sua volta lo hanno reso uno dei più grandi scrittori contemporanei di sempre.

Paul Auster
Tra i grandi successi di Paul Auster i tre libri che costituiscono la Trilogia di New York Credits ANSA (GalleriaBorghese.it)

Paul Auster ha avuto il grande merito di essere un profondo innovatore non solo nello stile narrativo di scrittura ma, soprattutto, nella creazione di personaggi che a poco a poco sono evoluti insieme ai suoi stessi racconti diventando pagine di valore inestimabile.

Chi era Paul Auster

Autore della celeberrima Trilogia di New York, considerato uno dei capolavori assoluti della narrativa contemporanea post-moderna, Paul Auster è stato uno degli scrittori più produttivi e creativi degli ultimi cinquant’anni. Di lui restano 34 libri pubblicati, alcuni dei quali di enorme successo sia commerciale che di critica ,e un gran numero di scritti – in particolare saggi, racconti e romanzi brevi – che Auster ha continuato a produrre incessantemente fino al giorno in cui decise di annunciare che la sua malattia stava per avere il sopravvento…. “Questa probabilmente sarà l’ultima cosa che scriverò – aveva dichiarato lo scorso anno – ma sfrutterò qualsiasi momento di lucidità per scrivere ancora…”.

L’annuncio della sua morte è stato confermato dalla moglie e documentata dalla sua amica e collega Jacki Lyden cui Auster aveva deciso affidare i suoi ultimi pensieri scritti.

La voce di New York

Paul Auster era una delle molte voci newyorkesi che, tra musica, cinema e letteratura, avevano reso il Greenwich Village e i teatri OFF della Grande Mela uno dei punti di riferimento più vivaci e innovativi dal dopoguerra a oggi.

Nato nel 1947 a Newark, nel New Jersey, a due passi dall’aeroporto internazionale di New York, Paul Auster aveva sempre dichiarato di essere attratto dalla grande città come una falena verso la luce… “ho sempre amato i rumori, i suoni e la vivacità di New York fin da quando ero un bambino anche se non avrei mai immaginato di poter dar vita nei miei racconti a una città che mi ha profondamente influenzato in tutte le cose che ho scritto”.

Auster aveva raccontato di essersi deciso a scrivere le prime cose quando era un bambino di appena 8 anni: “Mi rivolsi a quello che era il mio idolo di allora, Willy Mays, un giocatore di baseball, che accettò di firmarmi una delle sue figurine. Fu una emozione talmente straordinaria che decisi di fermarla con pochi pensieri su un foglio di carta che poi presentai alla mia maestra. Mi incoraggiò a dare ancora voce alle mie emozioni. Da allora non ho mai smesso….” scrisse Auster in un saggio del 2008.

Il destino, il caso e la morte

In realtà i motivi di ispirazione non furono sempre felici. Il suo primo racconto nasce quando, a soli 14 anni, ospite di un campo estivo, assiste a una scena drammatica. Un suo compagno di giochi, a pochi centimetri da lui, viene centrato in pieno da un fulmine e muore sul colpo: “Scrissi di quello e di altro…” – spiegò alla Hudson University rivolgendosi a numerosi studenti che erano venuti ad ascoltare come nasceva la sua ispirazione.

“Ho semplicemente deciso di fare la cosa che ritenevo più semplice. Mi tenevo sempre un blocchetto e una matita in tasca e ogni qualvolta qualcosa catturava la mia attenzione annotavo pochi pensieri che, di lì a qualche ora, potevano diventare qualcosa di molto più ampio. A volte i miei racconti, anche quelli più lunghi, sono nati proprio così”.

Paul Auster
Paul Auster, 77 anni, uno degli scrittori contemporanei più letti ed amati Credits ANSA (GalleriaBorghese.it)

Forse anche a causa di quella circostanza così tragica alcuni dei temi ricorrenti nello stile narrativo di Paul Auster sono proprio il destino, il caso e la morte.

I suoi primi racconti vedono la luce quando già frequenta la Columbia, prima del suo trasferimento a Parigi. Si sposa con la sua fidanzata di allora, la scrittrice Lydia Davis, ha il suo primo figlio Daniel, si separa. Ed è da un’altra tragedia personale, la morte di suo padre, che Paul Auster trae i presupposti per quello che sarà il suo primo vero capolavoro, L’invenzione della solitudine, pubblicato nel 1982.

Lo scrittore e New York

Il suo ritorno definitivo a New York in un momento di grandissima attività artistica che lo porterà a scrivere per giornali e riviste aggiungendo anche diverse sceneggiature per cinema e teatro, lo porta a pubblicare il primo dei suoi tre libri dedicati alla grande città. Nasce City of Glass, che più che un racconto-romanzo sembra in realtà la sceneggiatura di un film all’interno della quale convivono personaggi bizzarri e un po’ stralunati tra venature thriller e di giallo.

Auster influenzerò molto alcuni registi: su tutti Stanley Kubrick che dirà di essersi ispirato proprio alla sua trilogia per uno dei suoi più grandi capolavori, Eyes Wide Shut.

Il suo momento più prolifico lo porta a produrre una ventina di romanzi e la sceneggiatura del film, Smoke diretto da Wayne Wang, che gli vale il premio Independent Spirit per la migliore sceneggiatura originale nel 1995.

“Scriverò fino all’ultimo giorno”

Nel 1981, Auster incontra la scrittrice Siri Hustvedt che sposa l’anno dopo: da lei avrà due figlie. La prima, Sophie Auster diventa un’apprezzatisima cantante e attrice. Sarà lei la protagonista di Lulu On the Bridge, scritto dal padre.

Nel 1992 Paul Auster pubblica l’oscuro Leviathan, romanzo ricco di misteri e immagini inquieranti ispirato alle parti più drammatiche del vecchio testamento. Ed è in queste pagine che vede la luce una delle sue protagoniste più amate, Iris Vegan, destinata a diventare uno dei personaggi più noti del suo ultimo repertorio.

Nonostante fosse considerato uno dei più grandi scrittori americani contemporanei di sempre Auster era estremamente più popolare in Europa dove di tanto in tanto gli piaceva tornare soggiornando a lungo tra Parigi, Londra e l’Italia. I suoi lunghi soggiorni in Toscana gli hanno offerto un materiale e ispirazione per altri racconti.

Nel 2022, quando stava lavorando a uno dei suoi romanzi, arriva la prima diagnosi di un male estremamente aggressivo ai polmoni. Pochi mesi dopo la tragica morte di suo figlio Daniel, morto per una overdose accidentale. Il suo ultimo romanzo, Baumgartner, ispirato a uno scrittore settantenne rimasto vedovo, è stato pubblicato con grande successo nell’ottobre scorso.

Auster lascia la moglie e due figlie, Sophie e sua sorella Janet e un nipote.

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