Opzione donna: come cambia e perché adesso conviene, guida alla normativa

Opzione donna riconfermata anche per il 2024 ma con nuovi requisiti d’accesso. Ora potrebbe essere anche più conveniente.

Dopo tante titubanze, il Governo Meloni ha riconfermato per il ventesimo anno Opzione donna. Cambieranno però i requisiti per accedere alla pensione anticipata con questa misura.

Riconfermata Opzione donna
Il Governo ha riconfermato Opzione donna – Galleriaborghese.it

Nonostante il prossimo anno compia 20 anni, Opzione donna non è mai diventata una misura di prepensionamento strutturale. Fu introdotta nel 2004 durante il secondo Governo di Silvio Berlusconi. Ai tempi le lavoratrici potevano accedere alla pensione a 57 anni con 35 di contributi e la misura si rivolgeva a tutte le categorie lavorative senza distinzioni.

Nel corso degli anni i requisiti necessari per andare in pensione con Opzione donna sono stati modificati dai Governi che si sono succeduti. È stata alzata l’età pensionabile e nel 2023 l’attuale Esecutivo ha deciso di restringere la platea delle beneficiarie. Ad oggi, infatti, solo pochissime categorie di lavoratrici possono fruire di Opzione donna. Nel 2024 i requisiti d’accesso subiranno ulteriori modifiche.

Opzione donna sarà con noi anche nel 2024 ma con requisiti diversi che potrebbero risultare più vantaggiosi per molte lavoratrici. Vediamo come si trasformerà questa misura di pensione anticipata.

Opzione donna: come cambierà nel 2024

Sembrava destinata a scomparire e a confluire in un unico fondo di flessibilità in uscita insieme ad Ape sociale. Invece, all’ultimo, il Governo ha deciso di rifinanziare Opzione donna anche per il 2024. I requisiti però cambieranno. Gli anni di contributi resteranno 35 ma l’età pensionabile passerà da 60 anni a 61: un anno in più di lavoro che porterà ad un assegno previdenziale un po’ più alto quindi.

Opzione donna nuovi requisiti
Cambiano i requisiti per andare in pensione con Opzione donna – Galleriaborghese.it

Resterà confermato lo sconto per le donne con figli: le lavoratrici con un figlio potranno andare in pensione a 60 anni, quelle con due o più figli potranno lasciare il lavoro addirittura a 59 anni. La finestra temporale tra l’uscita dal lavoro e il primo assegno pensionistico sarà di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le autonome. L’assegno previdenziale, come già avviene ora, sarà ricalcolato interamente con il sistema contributivo puro: non si terrà conto delle quote retributive.

Anche per il 2024 Opzione donna continuerà a rivolgersi solo a determinate categorie. Potranno fruire di questa misura di pensione anticipata:

  • caregiver che si occupano del coniuge o di un parente di primo grado da almeno 6 mesi;
  • lavoratrici disabili con invalidità civile pari o superiore al 74%;
  • disoccupate o dipendenti di aziende in crisi.

Restano confermate per il 2024 anche le altre misure di pensione anticipata: Ape sociale e Quota 103. Quest’ultima doveva venire rimpiazzata da Quota 104 ma alla fine non sarà così.  Anche nel 2024 sarà possibile accedere alla pensione a 62 anni e con 41 anni di contributi ma, come per Opzione donna, anche in questo caso l’assegno previdenziale verrà interamente ricalcolato con il sistema contributivo puro. È stato stimato che un pensionato potrebbe ricevere un assegno più basso del 16%.