Mancini-Mihajlovic: la rivelazione sugli ultimi giorni di Sinisa

La morte di Sinisa Mihajlovic è una ferita ancora aperta per la famiglia e per i tifosi: l’ultima confessione su Roberto Mancini commuove

Sono passati 15 mesi ma il ricordo fa ancora male anche se la vita va avanti. Perché nel giro di poche settimane il calcio italiano ha perso due figure simbolo come Sinisa Mihajlovic e Gianluca Vialli.

Sinisa Mihajlovic retroscena su Roberto Mancini
Sono passati 15 mesi dalla morte di Sinisa Mihajlovic (Ansa) – Galleriaborghese,it

Simboli di un calcio che non c’è più e nemmeno può tornare. Ma anche esempi per quello che hanno saputo fare fuori dal campo con il loro esempio, da uomini di calcio e da grandi combattenti. Entrambi sono stati fiaccati dalla malattia ma non senza lottare e non senza rimanere in campo fino a quando hanno potuto.

Parlarne, per chi ha vissuto vicino a loro in amore, affetto e avversità, fa ancora male però rappresenta anche una liberazione. Come per Arianna Mihajlovic che solo qualche settimana fa a ‘Verissimo’ aveva raccontato gli ultimi mesi di suo marito Sinisa.

A Silvia Toffanin aveva spiegato come era cambiata la loro vita dal 2019, quando il marito dopo alcuni controlli aveva scoperto la leucemia. La paura più grande di Miha non era tanto quella di morire ancora relativamente giovane, piuttosto di lasciare da sola lei e i loro figli che ormai sono grandi ma, ovviamente, avevano ancora bisogno di un padre.

Aveva ritrovato il sorriso Sinisa, quando era nata la sua prima nipotina e le cure alle quali era stato sottoposto all’ospedale Sant’Orsola di Bologna avevano funzionato. Poi però c’era stato bisogno di un secondo trapianto che invece non era andato bene. Era rimasta la possibilità di una cura sperimentale a Bergamo: all’inizio sembrava funzionare, poi il tracollo.

La rivelazione sugli ultimi giorni di Sinisa: ecco la verità su Roberto Mancini

Quando Arianna era stata chiamata per dirle che non c’era più nulla da fare, consultandosi con i cinque figli aveva preso una decisione dolorosa. Sinisa non avrebbe dovuto sapere nulla, dai suoi familiari così come dai medici che lo avevamo in cura. Voleva fargli godere in pace gli ultimi giorni, perché lui comunque è stato convinto di poter vivere sino alla fine.

La morte è arrivata il 16 dicembre 2022 e per chi non sapeva nulla, cioè tutto quelli che non erano i suoi familiari più stretti e gli amici cari, è stato un momento terribile. Da allora ci sono i ricordi di un campione che come calciatore e allenatore ha vinto quasi tutto. La Coppa Campioni con la Stella Rossa a Bari, una vittoria storica, ma anche lo scudetto e le coppe europee con la Lazio di Eriksson.

Arianna Mihajlovic retroscena rapporto Sinisa e Roberto Mancini
Sinisa Mihajlovic e Roberto Mancini, un’amicizia fraterna la loro (Ansa) – Galleriaborghese,it

E poi le sue altre squadre in Italia, come la Sampdoria. Avventure che gli hanno fatto costruire rapporti durati nel tempo, anche se sono stati forti e contrastati, rispecchiando il suo carattere. Come nel caso di Roberto Mancini che, alla morte di Sinisa, aveva affidato un ricordo a La Gazzetta dello Sport parlando della perdita di un fratello.

Oggi arriva anche la conferma di Arianna Mihajlovic, dalle colonne de Il Messaggero. Ha parlato di vicende personali, qualche incomprensione tra due caratteri forti che però sono state superate in fretta. “Negli ultimi giorni Sinisa mi aveva detto che Roberto era nel suo cuore come altri tre o quattro suoi amici. Non è mai mancato accanto a noi quando la morte si stava avvicinando.

Tre settimane dopo la morte di Sinisa, Mancini avrebbe perso un altro amico fraterno, Gianluca Vialli al quale è stato vicino negli ultimi giorni di vita. Un doppio lutto che ha segnato l’ex c.t. della Nazionale ora allenatore dell’Arabia Saudita.

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