Lutto in Italia, se n’è andato un famosissimo volto dello Sport

Lo sport italiano piange la morte di un suo grande protagonista: quella medaglia d’oro è rimasta impresso nella storia

La storia dello sport italiano è fatta di molti campioni, ma non tutti hanno vissuto a lungo sotto le luci della ribalta. E oggi, contrariamente ad un tempo, c’è anche meno rispetto della memoria o meno voglia di conoscerla. Ecco perché ora è servito un lutto per ricordare a dovere un grande campione.

Luigi Arienti morto ciclista medaglia d'oro Olimpiadi
Sport italiano in lutto, ci ha lasciato un campione olimpico – Arabonormannaunesco.it

Chi ha avuto la fortuna di vivere le Olimpiadi in Italia sa cosa significa quell’atmosfera. Due edizioni invernali, quelle di Cortina 1956 e Torino 2006 che hanno segnato altrettante epoche. Ma anche quelle di Roma 1960, un modo per dimostrare la vera rinascita di un Paese uscito distrutto dopo la guerra.

Giochi, quelli di Roma, che ci avevano permesso di conoscere per la prima volta campioni che sono passati alla storia. Livio Berruti, vincitore dei 200 metri,  i fratelli Raimondo e Pietro D’Inzeo nel salto ad ostacoli, Nino Benvenuti e Franco De Piccoli nel pugilato, il Settebello di pallanuoto con Gianni Lonzi ed Eraldo Pizzo.

Ma era stata una grandissima edizione anche per il ciclismo, almeno quello su pista. I due ori di Sante Gaiardoni nel km da fermo e nella Velocità, quello del tandem con Sergio Bianchetto e Giuseppe Beghetto. E poi i quattro cavalieri dell’Inseguimento a Squadre.

Se n’è andato un famosissimo volto dello sport: quell’oro è rimasto nella storia

Perché se abbiamo urlato di gioia nell’estate 2021 per il fantastico oro del quartetto azzurro guidato da Filippo Ganna sulla pista di Tokyo, ebbene quella non è stata la prima volta nella disciplina. Sulla pista di Roma infatti Marino Vigna, Franco Testa, Mario Vallotto e Luigi Arienti avevano messo in fila tutti.

I primi due sono ancora vivi e lo possono testimoniare, mentre Vallotto è morto a soli 33 anni per colpa di una leucemia. E adesso ci ha lasciati anche Luigi Arienti, Luis per tutti gli amici della sua Desio nella quale era sempre rimasto a vivere.

Una passione nata lavorando come garzone per una bottega nella quale si costruivano bici e diventa poi sport. Aveva cominciato a gareggiare negli Esordienti con la Salus di Seregno e poi negli Allievi con il Pedale Cambiaghese. Numerose vittorie anche da Dilettante e prima di passare Professionista, la passione fulminante per la pista che alternava alla strada e al cross.

Fu chiamato ad indossare la maglia azzurra alle Olimpiadi di Roma e insieme ai tre compagni vinse l’oro facendo segnare anche il nuovo record del mondo. Poi il passaggio tra i professionisti con la Molteni e tre vittorie importanti nel 1961 a Colonia, in una prova del Trofeo Cougnet e a Camaiore.

Aveva però già capito che la pista era la sua vita e così si dedicò soprattutto a quella diventando grande protagonista nella Sei Giorni di Milano. Quando ha smesso con lo sport, ha lavorato nelle scuole della sua zona come collaboratore scolastico e oggi tutti lo ricordano con affetto.

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