Katia Ricciarelli, la rivelazione sul suo passato è terribile: “Fu mia madre a ritrovarmi esanime”

Katia Ricciarelli ha rivelato un aspetto davvero oscuro del suo passato, un momento della sua vita che avrebbe potuto esserle fatale.

Conosciuta per essere una donna energica, positiva e di grandissimo talento, Katia Ricciarelli ha avuto una vita piena e soddisfacente. Se dal punto di vista professionale può essere considerata senza ombra di dubbio una delle più famose voci liriche d’Italia, dal punto di vista strettamente personale ha avuto storie d’amore con due uomini di grandissima fama e talento: José Carreras e Pippo Baudo.

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Katia Ricciarelli rivela il dramma che l’ha portata a tentare il suicidio – Fonte IG @katiaricciarellifficial – galleriaborghese.it

Nonostante questo, però, la vita di Katia Ricciarelli non è sempre stata facile: quando aveva appena 18 anni è stata infatti a un passo dal togliersi la vita e soltanto il tempestivo intervento di sua madre riuscì a impedire il peggio.

Katia Ricciarelli: “Ho tentato il suicidio”

L’amore di Katia Ricciarelli per la musica e per il canto lirico si sono manifestati fin da quando Katia era giovanissima. Intorno ai 18 anni aveva cominciato a interessarsi di canto gregoriano e, proprio in virtù di questo, aveva fatto la conoscenza di un monaco benedettino che la prese sotto la propria ala protettiva.

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Katia Ricciarelli è stata salvata da sua madre – Fonte IG @katiaricciarellifficial – galleriaborghese.it

“Mi fidavo di lui” ha raccontato la cantante a Verissimo nel corso di una toccante intervista. “Mi trattava come una figlia. Finì per convincermi che la mia vocazione era per la vita monastica” ha proseguito, specificando però che le vere intenzioni del monaco non erano né caste né pure. “Mi resi conto presto che si era innamorato e non potendo possedermi fisicamente pretendeva che nessun altro mi avesse.”

Convincere Katia a farsi monaca era quindi la strada più sensata per indurla a una vita di castità e di isolamento durante la quale il frate avrebbe potuto continuare ad averla vicino. “Ho vissuto un trauma pazzesco, rimasi distrutta. Lui reagì facendomi passare per matta. Diceva delle cose che poi si rimangiava, sostenendo che fossero un parto della mia fantasia” ha spiegato poi la Ricciarelli, enumerando i comportamenti tipici delle personalità narcisiste, che manipolano la vittima e poi tentando di farla passare per pazza.

Proprio a seguito di quel trauma nato dalla consapevolezza di essersi fidata della persona sbagliata, Katia decise di togliersi la vita e di farlo assumendo una grossa dose di sonniferi. “Fu mia madre  ritrovarmi esanime e a salvarmi” ha raccontato Katia, che però aggiunse di essersi tolta almeno una soddisfazione: “Quando [lui] venne a trovarmi in ospedale gli diedi un gran ceffone”. Probabile che da quel momento in poi l’uomo abbia capito che Katia non avrebbe potuto essere di sua proprietà.

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