In pensione con Opzione Donna anche se si perde il lavoro? La risposta non lascia dubbi

Opzione donna, le possibilità di pensione per le lavoratrici in stato di disoccupazione. Vediamo i dettagli della normativa.

Tra i vari percorsi per accedere al trattamento pensionistico ve ne è uno dedicato esclusivamente alle lavoratrici. Si tratta di Opzione donna, una prestazione pensionistica anticipata alla quale possono accedere le donne, con requisiti specifici. Ricordiamo che il trattamento principale per l’uscita dal lavoro è in Italia la pensione di vecchiaia.

Opzione donna categorie a cui è riservata
Opzione donna, i requisiti previsti -galleriaborghese.it

Occorrono per i contributivi puri 67 anni e almeno 20 anni di contributi, con un assegno maturato pari a una volta l’assegno sociale. Questa formula è valida per i lavoratori quanto per le lavoratrici. Opzione donna prevede requisiti diversi che consentono un anticipo, anche se sono intervenute delle modifiche in senso restrittivo rispetto al 2023. Intorno a questa misura, infatti, si è molto discusso per le modifiche apportate in sede governativa.

Opzione donna, i dettagli dei requisiti richiesti

Il trattamento pensionistico anticipato, il cosiddetto Opzione donna, è riservato alle lavoratrici che abbiano raggiunto particolari condizioni anagrafiche e contributive. Per potere esercitare questo diritto infatti occorre aver maturato, entro il 31 dicembre 2023, almeno 35 anni di contributi e aver compiuto 61 anni di età (che scendono a 60 con un figlio e a 59 con due o più figli).

un anticipo pensionistico: opzione donna
Opzione donna, una scelta da ponderare – galleriaborghese.it

Il criterio di calcolo della prestazione è interamente contributivo, anche in presenza di contributi versati prima del 1996, quindi bisogna valutare con attenzione la convenienza della scelta. Il calcolo contributivo è meno conveniente per i lavoratori, nella maggior parte dei casi. Opzione donna per altro non è accessibile da tutte le categorie di lavoratrici.

La possibilità è riservata a categorie particolari. Le condizioni per esercitare il diritto sono diverse e le le lavoratrici devono trovarsi in un di queste condizioni. Avere una diminuzione della capacità lavorativa accertata da una commissione medica apposita pari o superiore al 74 per cento. Assistere da almeno 6 mesi in modo continuativo il coniuge o un familiare di primo grado convivente con disabilità grave.

Infine essere licenziata o dipendente da un’impresa con la quale è aperto un tavolo di trattativa per la soluzione della crisi aziendale in corso. In quest’ultimo caso l’età minima per l’anticipo pensionistico è sempre di 59 anni. Per fruire del diritto di scegliere Opzione donna occorre trovarsi al momento della presentazione della domanda in una delle tre condizione descritte.

La prestazione è ancora in vigore per tutto il 2024, ma non è certo che sia prorogata anche per il prossimo anno. Quindi bisogna sfruttare questa possibilità al più presto, se si possiedono i requisiti di legge, valutando pro e contro.

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