Il dramma di Djokovic: la rivelazione lascia di sasso

Novak Djokovic torna a parlare e svela il suo dramma: la confessione del fuoriclasse serbo lascia i tifosi senza parole

La sconfitta con Sinner nella semifinale di Melbourne è ormai acqua passata. Novak Djokovic è tornato a parlare nelle ultime ore e lo ha fatto per la prima volta dal pesante ko degli Australian Open.

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Djokovic, il dramma non è affatto svanito (Ansa) – Galleriaborghese.it

Un momento durissimo per la sua carriera, ma che non può essere in alcun modo paragonato al dramma vissuto da Nole, un’esperienza davvero tragica che ha segnato indelebilmente la sua vita e che, in questi giorni, è tornata a galla attraverso una confessione dello stesso tennista.

Diventare il numero uno al mondo, probabilmente il più forte tennista di tutti i tempi, sicuramente il più vincente, è stato difficile per il tennista di Belgrado, ma mai quanto sopravvivere a un’infanzia negata. Djokovic è uno dei tanti ragazzi serbi che si è ritrovato, in quello che dovrebbe essere il momento più spensierato della vita, sotto le bombe. E quei ricordi di tanto in tanto ancora riaffiorano nella sua mente, soprattutto in alcuni momenti di festa, rinnovando in lui un dolore atroce.

Due guerre e un embargo durato dal 1992 al 1996 sono stati un colpo durissimo per la sua Serbia che ancora oggi porta addosso le ferite di un conflitto che sembra lontano nel tempo, ma che continua a farsi sentire nel cuore e nella mente di chi sa cosa vuol dire vivere in uno stato d’inesauribile paura. Un’esperienza tragica, quella sì, da cui è impossibile guarire.

Djokovic confessa il suo dramma: le parole del serbo commuovono i tifosi

Vivere un’infanzia del genere è stato una grande scuola di vita, una sfida che ha caratterizzato la sua crescita. Lo ha spiegato lo stesso Nole ai microfoni di Today. Era destino che il suo carattere si forgiasse in una situazione di estrema emergenza, diventandogli poi utile per giocare a tennis e raggiungere i suoi traguardi.

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Dramma per Novak Djokovic: la confessione del fuoriclasse serbo (Ansa) – Galleriaborghese.it

Ma forse è anche per questo, per questo suo passato così complicata, che spesso sul campo Djokovic si è lasciato andare a reazioni o esultanze per molti sconsiderate, scatenando più volte polemiche anche feroci nei suoi confronti.

Non cerca giustificazioni Djokovic, ma in qualche modo vorrebbe che le persone comprendessero cosa ha vissuto:Quando avevo 12 anni la Serbia è stata bombardata giorno e notte per due mesi. Quei rumori a volte li sento ancora nella mia mente, in particolar modo quando sento dei fuochi d’artificio“.

Nei momenti di festa, la sua testa non può che tornare a rivivere quegli attimi tragici, a un trauma che porta con sé e che non potrà mai superare del tutto. Questo è il suo punto debole, ma anche la sua forza. Perché è proprio ripensando a quanto ha vissuto che Nole continua ad andare avanti, senza mollare mai. Nemmeno dopo la più cocente delle sconfitte.

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