Febbre nei bambini, c’è davvero da preoccuparsi? Cosa sapere per tenere a bada la paura

La febbre è un sintomo piuttosto comune e indica che l’organismo combatte per difendersi dai microbi. Ecco cosa sapere per non preoccuparsi.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stabilito che la temperatura corporea è normale se compresa tra 36,5 e 37,5 gradi centigradi. Quindi, quando c’è un aumento di questi valori si può parlare di “febbre”.

Febbre bambini cosa sapere per non preoccuparsi
Febbre nei bambini: non sempre bisogna preoccuparsi – galleriaborghese.it

In realtà, la febbre non è una malattia ma solo la reazione del corpo a un’infezione; una difesa naturale che aiuta a distruggere i microbi. Insomma, nella maggior parte dei casi la comparsa della febbre non deve preoccupare i genitori.

La febbre nei bambini: cosa sapere e come comportarsi

Quando l’aumento della temperatura corporea interessa un bambino i genitori iniziano a preoccuparsi e chiedono l’intervento immediato del pediatra. In realtà, la presenza della febbre è normale soprattutto nelle infezioni virali, ovvero in presenza dell’influenza. Un bambino con un’età compresa tra i 2 e i 6 anni può avere la febbre più volte l’anno, ma non vuol dire che sia in pericolo di vita.

Come comportarsi se
Febbre alta nei bambini: cosa sapere e come comportarsi – galleriaborghese.it

Un esempio sono i bimbi che vanno al nido, si ammalano di più rispetto a quelli che non ci vanno. Il motivo è semplice: un bambino che lo frequenta incontra molte persone e i microbi che vivono nell’organismo devono “combattere” contro un microbo (di solito un virus) che non conoscono. Invece, un bimbo che sta sempre in casa ha meno febbri perché, avendo pochi contatti con l’esterno, il suo organismo riconosce i microbi e non li combatte.

Insomma, la presenza della febbre non è un motivo per andare al pronto soccorso perché si può aspettare e non richiede nemmeno un immediato intervento di un medico. Anche l’uso dei farmaci, in realtà, potrebbe essere poco utile perché i malanni non sono tutte uguali e non tutti i bambini rispondono allo stesso modo. Attenzione, però: se il bimbo ha meno di 6 mesi, ha una malattia cronica e presenta anche vomito, diarrea, convulsione o mal di testa, non bisogna perdere tempo e portarlo subito dal pediatra.

Soprattutto se la sua temperatura supera i 40 gradi centigradi. Infatti, in questo caso la febbre alta può far venire la meningite, una malattia che ha fra i suoi sintomi proprio la febbre. Inoltre, quest’ultima, se alta, non fa venire le convulsioni, come in molti pensano, se non in pochissimi casi e nei bambini già predisposti per questo disturbo. Spesso il pediatra prima di prescrivere un antibiotico al bimbo consiglia ai genitori di aspettare tre giorni per la somministrazione.

Questa decisione non dipende dalla durata della febbre ma dalla comparsa di altri sintomi che possano suggerire la presenza di una malattia batterica, che l’antibiotico non potrebbe sconfiggere. Diverso il discorso della febbre con sintomi della vaccinazione, anche se in realtà si tratta di un effetto collaterale di tutti i vaccini. In questo caso, il pediatra consiglierà il paracetamolo, il classico farmaco antifebbrile.

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