Dopo il RdC arriva l’Assegno di inclusione più conveniente per molti: gli importi reali in base ai casi

A dicembre 2023 diremo addio al RdC perché arriverà l’Assegno di inclusione. Scopriamo a chi è destinato e se è più conveniente.

Reddito di cittadinanza addio, benvenuto Assegno di inclusione. Ecco cosa potranno dire dal 1° gennaio 2024 i beneficiari della nuova misura per il contrasto alla povertà.

RdC, reddito di cittadinanza e assegno di inclusione
RdC e Assegno di inclusione: ecco cosa cambia – galleriaborghese.it

A ricevere il nuovo sussidio saranno i nuclei familiari al cui interno si trova almeno un minorenne, un disabile o un componente con più di 60 anni. Quindi, il concetto di base non cambia perché entrambe le misure servono ad aiutare le famiglie in difficoltà. Tuttavia, esistono delle differenze, scopriamo quali.

RdC e assegno di inclusione: ecco cosa cambia per i beneficiari

Il reddito di cittadinanza (RdC) sarà definitivamente abrogato come l’attuale governo aveva promesso durante la campagna elettorale. Al suo posto ci saranno il Supporto per la formazione e il lavoro e l’Assegno di inclusione.

La prima misura è attiva dal 1° settembre 2023 ed è destinata ai soggetti definiti “occupabili”, ovvero con un’età compresa tra i 18 e i 59 anni, purché l’ISEE sia inferiore a 6mila euro. Dovranno partecipare obbligatoriamente a corsi di formazione e orientamento professionale o accompagnamento al lavoro. In cambio, riceveranno un contributo di 350 euro per 12 mesi.

Invece, come detto in precedenza, l’Assegno di inclusione sarà attivo a partire dal 1° gennaio 2024 e destinato alle famiglie in cui siano presenti minori, disabili o persone con più di 60 anni. Insomma, si tratta di soggetti in carico ai servizi sociali e non “attivabili al lavoro”. Tuttavia, nel frattempo continueranno a ricevere il RdC fino a dicembre ma alla scadenza dovranno presentare la domanda per la nuova misura.

RdC, reddito di cittadinanza e assegno di inclusione
RdC e Assegno di inclusione a confronto – galleriaborghese.it

In teoria l’assegno di inclusione non dovrebbe cambiare molto rispetto al RdC. Invece, in pratica, ci sono varie differenze e la prima non piacerà molto ai beneficiari. Infatti, questi saranno ridotti perché l’assegno di inclusione sarà l’altra faccia della medaglia del Supporto per la formazione. Ciò significa che per ricevere la nuova misura i beneficiari dovranno trovarsi realmente in una situazione di bisogno.

L’importo erogato sarà entro il limite dei 480 euro annui, anche se in alcuni casi potrà arrivare a 6mila euro: insomma, il beneficiario potrà incassare un importo tra i 40 e i 500 euro. Se si volesse fare un confronto tra RdC e Assegno di inclusione, sembrerebbe che il secondo avrà importi più elevati proprio per il taglio alla platea dei beneficiari che comporta un aumento delle risorse.

In linea generale, secondo i dati raccolti dall’INPS il totale percepito salirebbe di 4,2 punti. Se l’abitazione fosse di proprietà, l’aumento sarebbe pari al 13,9%; però, in presenza di un figlio minore la percentuale diminuirebbe a 9,7%. Invece, l’Assegno di inclusione sarebbe più alto per quelle famiglie che vivono in affitto.

In questo caso, in base all’INPS il totale percepito salirebbe di 5,6 punti e l’importo aumenterebbe fino al 16,4% in presenza di figli minori, purché uno abbia meno di 3 anni. Infine, sempre in base ai dati INPS, un nucleo familiare formato da tre adulti, di cui uno con disabilità, percepirebbe un assegno di una decina di euro in più rispetto al reddito di cittadinanza.

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