Dischi in vinile italiani: se hai questi in casa potresti essere ricco

Negli ultimi anni i vinili sembrano essere tornati sulla cresta dell’onda. Le vendite, infatti, sono schizzate alle stelle.

Nel 2020 negli Stati Uniti, per la prima volta dopo diversi anni, le vendite di vinili hanno superato quelle di CD. Oggi l’ascolto di musica in streaming va ovviamente per la maggiore, grazie al facile accesso ai dispositivi tecnologici. Basta considerare che solo nel 2022 sono stati rilevati ben 1,3 miliardi di ascolti (dati del Luminate Report).

Il ritorno dei dischi in vinile
Quali sono i vinili italiani di maggior valore – galleriaborghese.it

Nel Bel Paese, nello stesso periodo, si registra prevalenza netta dello streaming, con un mercato del vinile in crescita del 17,5% rispetto all’anno precedente e un mercato dei CD in calo del 7,1% (dati FIMI). L’acquisto dei vinili sembra dunque aver preso il sopravvento. Scopriamo, quindi, quali sono quelli italiani di maggior prestigio.

Il ritorno del vinile

Nonostante il consumo di musica in streaming sia sempre maggiore col passare degli anni, grazie alla facilità con cui può essere fruita, l’ascolto della stessa attraverso altri supporti non ha ceduto il passo alla tecnologia. Anzi, sembra che ci sia un vero e proprio ritorno alle origini per quanto riguarda il collezionismo e l’ascolto di musica.

Viene da chiedersi, a questo punto, come sia possibile ciò. Ebbene, sembra proprio che le generazioni che hanno vissuto il cambiamento tecnologico negli ultimi decenni manifestino un senso di malinconia verso ciò che è più “tradizionale” e quindi conosciuto. Sorprende invece scoprire che il collezionismo di vinili non ha solo entusiasmato gli adulti, ma anche le nuove generazioni.

Il ritorno dei dischi in vinile
Collezionare vinili è sempre più di moda, anche tra le nuove generazioni – galleriaborghese.it

L’ascolto della musica attraverso i CD sembra aver perso interesse da parte del mercato. Gli artisti stessi, infatti, sono sempre più stimolati a pubblicare le loro opere in vinile. Se in casa possedete una collezione di vinili e CD, potrebbe essere interessante scoprire il loro valore, sia per singolo disco che per l’intera collezione. Per sapere quanto valgono i vinili che avete in casa è possibile consultare il libro Vinil Valore. Si tratta di una guida alle quotazioni dei dischi italiani in vinile sul mercato italiano.

Per una corretta valutazione della propria collezione è importante conoscere alcuni dettaglio sul disco: una prima edizione può valere centinaia di euro, mentre una ristampa recente ha un valore molto basso. È importante, inoltre, che sia stato conservato in buono stato. Nel libro Vinil Valore sono presenti centinaia di rarità del mercato discografico italiano in vinile, tra cui numerosi dischi di artisti famosi che valgono una fortuna. Elenchiamone qualcuno:

  • Vasco Rossi “Ma Cosa Vuoi Che Sia Una Canzone”, LP, 1978, Lotus: 2.200 euro;
  • Lucio Battisti “Dolce di Giorno/Per Una Lira”, 45 giri, 1966, Ricordi: 1.000 euro;
  • Franco Battiato “Vento Caldo/Marciapiede”, 45 giri, 1971, Philips: 1.000 euro;
  • Pooh “Contrasto”, LP, 1968,: Vedette Records: 1.200 euro;
  • Rino Gaetano “Libero”, LP, 1974, IT: 1.400 euro;
  • Mina “Mina Con Voi”, 2xLP, 1969, RiFi: 1.100 euro;
  • Fabrizio De André “Anime Salve”, LP, 1996,: Ricordi: 500 euro;
  • Mia Martini “Cica Cica Boom”, 12″ Maxi, 1990, Fonit Cetra: 300 euro;
  • Adriano Celentano “Rip It Up / Jailhouse Rock / Tutti Frutti / Blueberry Hill”, EP, 1958, Music: 700 euro.
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