C’è una nuova affascinante professione: le mansioni dell’assistente materna voluta da Meloni

Tra le misure pro famiglia targate governo Meloni spunta una nuova interessante figura: quella dell’assistente materna. Ma di cosa si tratta?

Famiglia e sfida demografica rappresentano il cuore dell’agenda del governo Meloni, che si pone come obiettivo assoluto l’incremento del numero di nascite ed il sostegno ai genitori. Per affrontare il tema del calo della natalità, infatti, sono state messe in campo diverse manovre, dagli aiuti economici per le famiglie numerose fino agli incentivi per chi assume le neo mamme.

Assistenza materna, la nuova iniziativa del governo Meloni
Una nuova professione in arrivo: tutto sull’assistente materna – galleriaborghese.it

Ma la nascita di un figlio, per quanto possa essere un evento desiderato ed atteso, può anche rivelarsi il più complicato e disorientante, soprattutto per le donne che non possano contare su una buona rete di sostegno sociale.

Per fornire un’adeguata risposta ai bisogni dei futuri genitori nei primi mesi di vita del bambino, il Governo “partorisce” un’interessante proposta che potrebbe essere già discussa dal Cdm: stanziare tra i 100 e i 500 milioni di euro per l’istituzione di una nuova professione, quella dell’assistente materna. Ma di cosa si occupa questa interessante figura?

Arriva l’assistente materna: di cosa si occupa nello specifico

Si tratta sicuramente di un’opportunità unica per le neo mamme che potranno contare su un’assistenza personale diretta, alleviando una fase esistenziale così delicata, come quella in cui si trova chi improvvisamente è tenuto ad occuparsi di una nuova vita. L’idea base di questo provvedimento è supplire a quella rete parentale fatta di nonne, zie e sorelle maggiori che dispensavano consigli pratici e che nel tempo si è lacerata, soprattutto nelle grandi città.

Assistenza materna, la nuova iniziativa del governo Meloni
Quali sono le mansioni dell’assistente materna – galleriaborghese.it

Le modalità operative saranno stabilite in accordo con le Regioni, ma il punto comune è quello di disporre di 3 assistenti materne ogni 20 mila abitanti, per cui dalla densità abitativa dipenderà il numero delle mamme cui offrire un servizio di una ventina di ore per i primi sei mesi dalla gravidanza estendibili fino a sei mesi.

Per l’accesso alla professione, che potrebbe affiancarsi ad altre figure sanitarie, come un’infermiera, un’ostetrica o una puericultrice, non sarà necessaria una laurea ma la frequentazione di un corso di formazione la cui durata potrebbe variare dai 6 ai 9 mesi.

L’assistente materna dovrà supportare in maniera diretta e funzionale i nuovi genitori, non soltanto tramite chiamate e video call, ma anche recandosi direttamente al domicilio del nuovo nascituro, dirimendo quei piccoli dubbi che potrebbero rappresentare grandi problemi, prevenendo quel senso di inadeguatezza che potrebbe trasformarsi in una depressione post-natale.

Non senza spiegare quelle azioni apparentemente semplici ma che potrebbero mandare in tilt una neo mamma: dal cambio del pannolino, al bagnetto, al come comportarsi se il neonato ha il singhiozzo e non smette di piangere. Ma potrebbe anche contribuire ad alleggerire il carico sanitario, evitando alle neo mamme di andare troppo spesso dal pediatra o aiutandole ad individuare eventuali problemi post-partum.

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