Cambiano le tasse sui redditi con la Delega Fiscale ed ecco dove non si pagheranno più

In attesa della riforma fiscale prevista per marzo, ecco come cambieranno le tasse sui redditi. Di seguito, tutte le ipotesi.

Il governo sta lavorando alla riforma fiscale che prevede la modifica delle aliquote Irpef e degli scaglioni dei redditi degli italiani. Oltre a queste modifiche, è prevista anche l’introduzione di una nuova no tax area, anche se questo punto non è ancora definitivo.

Tasse sui redditi
Tasse sui redditi: cambia tutto – galleriaborghese.it

Insomma, le tasse sui redditi cambieranno, anzi si prevede la loro esenzione totale. Lo scopo della riforma è raggiungere l’equità fiscale, ovvero il pagamento delle tasse in base a quanto percepito e dovuto realmente dai cittadini.

Quindi, si tratta di prevedere una stessa tassazione per tutti coloro che possiedono un reddito e per farlo è necessario modificare le categorie di reddito. Un esempio in tal senso è prevedere una categoria unica per i redditi finanziari; questi attualmente sono divisi in redditi capitale e redditi diversi. Oppure, modificare il reddito agrario che potrebbe non essere più legato all’imprenditore agricolo.

Riforma fiscale e tasse sul reddito: cambia tutto

Un altro punto a cui sta lavorando il governo è definire un’unica no tax area, ovvero l’esenzione totale delle tasse qualora si raggiunga una determinata soglia di reddito. Infatti, attualmente l’esenzione dal pagamento delle tasse è diverso per i pensionati e i lavoratori, solo per fare due esempi. Per i pensionati la soglia è fissata a 8.500 euro, mentre per i lavoratori a 8.174 euro.

Riforma fiscale e tasse redditi
Riforma fiscale: cambiano le tasse sui redditi – galleriaborghese.it

La riforma prevede la definizione di una nuova soglia limite di reddito per l’esenzione dal pagamento delle tasse valida sia per i pensionati che per i lavoratori. Due le ipotesi: la prima prevede una no tax area se i redditi non superano gli 8.500 euro; la seconda di innalzare la soglia fino a 10mila euro (massimo 12mila euro).

Al momento, però, niente è stato deciso. Come si diceva in apertura dell’articolo, la riforma fiscale prevede anche di modificare gli scaglioni di reddito e le aliquote Irpef che sono quattro:

  1. fino a 15mila euro: aliquota del 23%;
  2. tra i 15mila e i 28mila: aliquota del 25%;
  3. tra i 28mila e i 50mila: aliquota del 35%;
  4. oltre i 50mila: aliquota del 43%.

La prima ipotesi prevede di unire i redditi degli scaglioni 2 e 3:

  • fino a 15mila euro: aliquota del 23% (invariata);
  • tra i 15mila e i 50mila: aliquota del 27% (nuovo scaglione e nuova aliquota);
  • oltre i 50mila euro: aliquota del 43% (invariata).

Invece, la seconda ipotesi prevede le seguenti aliquote Irperf:

  • 23% per i redditi fino a 28mila euro;
  • 33% per i redditi compresi tra i 28mila e in 50mila euro;
  • 43% per i redditi superiori a 50mila euro.

La terza ipotesi, infine, prevede le stesse aliquote Irpef della prima ipotesi ma allargando la soglia di reddito:

  • fino a 15mila euro: aliquota del 23%;
  • tra i 15mila e i 75mila: aliquota del 27%;
  • oltre i 75mila: aliquota del 43%.

Bisognerà attendere ancora per sapere quale ipotesi avrà preso in considerazione il governo per la riforma fiscale.

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