Cambiano detrazioni e deduzioni nella Riforma fiscale per lavoratori e famiglie, differenze e ultime novità

Anticipate le novità fiscali che entreranno nella prossima Legge di Bilancio a partire dal 2024: nuove detrazioni e deduzioni.

A partire dalla crisi energetica scoppiata nel febbraio dello scorso anno, l’attenzione dei cittadini si è concentrata sull’iniziativa istituzionale attivata e sviluppata. La crisi, che non è stata soltanto quella delle bollette, ma anche una crisi economica e sistemica, non è stata scalfita minimamente dai ritmi della produzione nazionale, anzi, al contrario, ha pesantemente inciso col suo carico composto dal calo del potere d’acquisto e dall’inflazione.

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Novità detrazioni e deduzioni Galleriaborghese.it

La misura principale messa in campo dal Parlamento si è rivelata nient’altro che una modifica di una procedura messa in moto annualmente: si sta parlando dell’anticipo sull’applicazione dell’adeguamento ISTAT sugli importi erogati dallo Stato; in altre parole, la rivalutazione degli importi in base ai prezzi al consumo. Anticipata (come detto) per una quota parte percentuale di un trimestre rispetto ai tempi dettati dalla norma, la revisione ha riguardato, nelle priorità, in primis le pensioni.

Entrano modifiche su detrazioni e deduzioni nella Riforma fiscale 2024

A tutt’oggi, tanto le pensioni ordinarie che quelle minime sono state opportunamente adeguate alla stregua del livello di inflazione (per vari mesi una chimera inarrestabile), nonostante le contingenze con la limitata disponibilità del credito abbiano imposto una procedura tutt’altro che rapida. Per gli stipendi e altre forme di guadagno, il discorso è radicalmente diverso. Misure ridotte per un limitato raggio di lavoratori, aiutati dal contestuale rinnovo dei contratti nazionali (soprattutto tra i settori della Pubblica Amministrazione).

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Novità sulla riforma fiscale in merito a detrazioni e deduzioni Galleriaborghese.it

Per quanto riguarda le buste paga, generalmente le iniziative non favoriscono l’immissione di maggiore liquidità nelle retribuzioni: piuttosto, ci si concentra a favorire la detassazione dello stipendio, riducendo sostanzialmente le trattenute fiscali. Ciò che sta avvenendo da luglio e che andrà avanti fino alla fine del prossimo dicembre, consta dell’annunciato taglio del cuneo fiscale contributivo. Le mensilità non sono in pericolo a causa di un’eventuale diminuzione dei versamenti contributivi; soltanto qualche decina di euro in più per i redditi fino a 35mila euro all’anno.

Riforma fiscale 2024, in preparazione la nuova rate di detrazioni e deduzioni

Le misure in soccorso dei lavoratori dipendenti, sempre in termini generali, sono distribuite in rapporto alla presenza di un nucleo familiare, in tutte le sue tradizionali tipologie. In vista della bozza che porterà alla stesura della Legge di Bilancio 2024, il governo sta preparando, in tal senso, una vera e propria riforma fiscale. L’oggetto primario di questa riforma è l’IRPEF. Nuovi criteri regoleranno detrazioni e deduzioni sulle spese dei contribuenti (a parte le spese sanitarie).

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Nuova riforma fiscale: di cosa si tratta Galleriaborghese.it

La revisione degli scaglioni di reddito e delle relative aliquote ha riordinato le deduzioni sulla base imponibile. Si otterrà dunque una detrazione mirata a specifiche spese sui redditi annui superiori a 50mila euro. Con l’accorpamento degli scaglioni, i percettori di redditi da lavoro dipendente riceveranno un incremento previsto da 1.880 a 1.955 euro di detrazioni.

Nel contesto, si alza l’asticella della soglia di no tax area: fino a 8.500 euro (la stessa vigente per i pensionati). La nuova riforma includerà per i dipendenti la possibilità di dedurre le spese analogamente a quanto avviene tra gli autonomi non forfettari. Anche per il 2024 permane la tassazione agevolata in applicazione sui premi di produttività: dal 10 al 5%.

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