Bonus stipendi del 30% in più e welfare per docenti e ricercatori: le ultime novità

Sono tre i decreti ministeriali tramite i quali il Governo intende introdurre incentivi salariali e integrazioni sanitarie per docenti e ricercatori.

Il decreto sulla Pubblica Amministrazione numero 44 ed il decreto sul PNRR numero 13, entrambi promulgati nell’anno in corso 2023, hanno incluso le norme relative a bonus salariali ed integrazioni sanitarie dedicate a docenti universitari e a ricercatori. Ed ora, attraverso tre decreti ministeriali firmati nei giorni scorsi dalla Ministra dell’Università e della Ricerca Bernini, è attesa la pubblicazione.

Incentivi salariali e integrazioni sanitarie per docenti e ricercatori: ecco le misure del MUR
Il bonus economico d’incentivo salariale può arrivare fino alla quota massima del 30% dello stipendio per professori universitari e ricercatori – galleriaborghese.it

Le norme prevedono un bonus economico fino ad una quota massima pari al 30% dello stipendio per professori universitari e ricercatori vincitori di bandi scientifici internazionali ed inoltre il riconoscimento di polizze sanitarie integrative. L’intenzione è quella di garantire condizioni sempre più adeguate affinché le eccellenze italiane del mondo accademico, formatesi per circa vent’anni nello Stivale, preferiscano restare in Italia al termine degli studi invece di cercare soluzioni lavorative più vantaggiose all’estero.

Una misura di contrasto alla cosiddetta “fuga dei cervelli” dunque, ovvero il fenomeno di migrazione di connazionali altamente qualificati che lasciano il Paese in cerca di condizioni professionali migliori e che negli ultimi dieci anni, stando ai dati ISTAT, ha contato un totale (comprensivo quindi anche di cittadini privi di un titolo di laurea) di quasi 600.000 di italiani espatriati, ovvero l’equivalente della città di Genova.

Le nuove misure nel dettaglio: incentivo stipendio e assicurazione sanitaria integrativa

L’attuazione della norma dedicata all’incentivo salariale è stata organizzata in due decreti distinti. Il primo è rivolto agli atenei universitari, ai quali è richiesto di regolamentare in un massimo di 90 giorni i criteri di corresponsione dell’incentivo, che dovrà essere dedicato a docenti e ricercatori impegnati in progetti di ricerca finanziati da bandi di concorso. L’incentivo può essere applicato anche a docenti e ricercatori assunti a tempo determinato.

Incentivi salariali e integrazioni sanitarie per docenti e ricercatori: ecco le nuove misure del MUR
In quanto all’integrazione sanitaria, la quota che l’ateneo può riservare deve essere attinta dalla parte forfettaria non soggetta a rendicontazione, fino ad un massimo pari al 2% della spesa annuale – galleriaborghese.it

Il secondo, invece, ingloba anche ricercatori, dirigenti e tecnologi di enti di ricerca sotto l’egida e la vigilanza del Ministero dell’Università e Ricerca, dando loro le stesse possibilità di aumento salariale. In quanto all’assistenza sanitaria integrativa, invece, gli atenei possono riservare la quota delle proprie risorse economiche alla stipula di polizze sanitarie integrative per professori e ricercatori.

La quota deve essere attinta dalla parte forfettaria non soggetta a rendicontazione per l’ateneo, fino ad un massimo pari al 2% della spesa annuale da dedicare al personale beneficiario. La norma, inoltre, prevede anche la possibilità di estendere i benefici dell’integrazione sanitaria ai famigliari dei docenti, ricercatori, contrattisti ed assegnisti di ricerca nonché studiosi provenienti dall’estero ai quali verranno destinati.

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