Aumentano le pensioni ma non per tutti: ecco chi prenderà anche gli arretrati

Le pensioni sono in aumento, ma non tutti ne beneficeranno. Andiamo a vedere chi potrà percepire anche gli arretrati.

Ogni mese di gennaio, le pensioni vengono adeguate al tasso di inflazione attraverso il meccanismo noto come perequazione. Tale meccanismo deriva da uno dei provvedimenti più significativi del dopoguerra, ovvero la cosiddetta “scala mobile”, che i nostri predecessori ricorderanno senz’altro. Infatti, nel 1945 venne introdotto un procedimento automatico per rivalutare i salari dei lavoratori.

Per chi aumentano le pensioni
Pensioni in aumento ma non per tutti: ecco cosa cambierà – galleriaborghese.it

In effetti, è stato istituito un meccanismo che, in base al tasso di inflazione, incrementa gli stipendi al fine di preservare il potere d’acquisto dei lavoratori. Tale procedimento è stato applicato anche alle pensioni e continua ad essere utilizzato. Queste ultime, infatti, seguono annualmente l’andamento dell’indice dei prezzi dell’ISTAT, beneficiando di incrementi regolari.

Pensioni in aumento, ecco chi avrà anche gli arretrati

L’indicizzazione delle pensioni a inizio 2024 sarà elevata a causa dell’alta inflazione registrata nel 2023, che si prevede si assesterà tra il 5,5% e il 5,9% entro la fine dell’anno. I pensionati riceveranno anche la differenza di indicizzazione percepita nel 2023, poiché l’INPS ha adeguato i trattamenti in misura pari al 7,3% di inflazione, ma il tasso previsionale ISTAT è salito all’8,1%.

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Per chi aumenteranno le pensioni? Tutto quello che c’è da sapere – galleriaborghese.it

I pensionati, quindi, hanno ricevuto un aumento inferiore a quello spettante, pari a 0,8 punti percentuali in meno. A gennaio riceveranno un conguaglio per l’intero anno 2023. La perequazione delle pensioni è stata modificata in 6 scaglioni per sostenere le fasce meno abbienti dei pensionati. Ogni fascia ha la sua percentuale di perequazione stabilita in base al tasso di inflazione. Ecco i dettagli:

  • pensioni 4 volte il minimo: 100% del tasso di inflazione;
  • pensioni tra 4 e 5 volte il minimo: 85% del tasso di inflazione;
  • pensioni tra 5 e 6 volte il minimo: 53% del tasso di inflazione;
  • pensioni tra 6 e 8 volte il minimo: 47% del tasso di inflazione;
  • pensioni tra 8 e 10 volte il minimo: 37% del tasso di inflazione;
  • 32% per i trattamenti più alti.

L’ISTAT ha comunicato che il tasso di inflazione ad agosto era del 5,5%. Ciò significa che le stime precedenti di un’inflazione del 5,3% sono state superate. Se l’inflazione utilizzata sarà del 5,9%, una pensione di 1.500 euro al mese nel primo scaglione a indicizzazione piena aumenterà di 90 euro, portandola a più di 1.600 euro al mese.

Il governo dovrà erogare aumenti di pensione a gennaio, anche se le dotazioni finanziarie della Legge di Bilancio per la riforma delle pensioni sono poche rispetto alle spese necessarie per indicizzarle. Intanto, i dati sull’inflazione aspettano l’ufficialità da parte dell’ISTAT.

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