Assegno INPS ogni mese con la combinazione di 58 anni di età e 35 di contributi: la soluzione del governo

Dal 2024 sarà possibile andare in pensione con la combinazione 58+35. Vediamo di cosa si tratta e a chi si rivolge.

Assegno Inps garantito ogni mese con la combinazione del Governo 58+35. Una nuova formula che farà felici moltissimi lavoratori. In questo articolo vi spieghiamo tutto nei dettagli.

Riforma delle pensioni
Assegno Inps con la combinazione di 58 anni di età e 35 di contributi – galleriaborghese.it

Legge Fornero superata una volta e per tutte? Ancora no: le risorse finanziarie che il Governo può destinare alle pensioni, per quest’anno, non superano i 2 miliardi di euro. Una riforma previdenziale completa non è ancora possibile ma l’obiettivo resta quello e il premier Giorgia Meloni si impegnerà per riuscirci già entro la fine di questa prima legislatura.

Nel frattempo l’Esecutivo si avvicina cautamente all’obiettivo attraverso diverse misure volte a facilitare le uscite anticipate di un crescente numero di lavoratori. Praticamente certa è la riconferma di Quota 103 che consente di andare in pensione a soli 62 anni – anziché a 67 come previsto dalla legge Fornero – con 41 anni di contributi.

Confermata anche la proroga di Ape sociale che prevede il pensionamento a 63 anni con un requisito contributivo che va dai 30  ai 36 anni a seconda della categoria lavorativa. Questa misura, anzi, potrebbe essere rafforzata ampliando la platea dei beneficiari. Resterà ancora nel cassetto la proposta della Lega di estendere a tutti i lavoratori Quota 41 ma, nel frattempo, verrà introdotta una nuova formula di pensione anticipata: 58+35.

Ecco chi potrà andare in pensione a 58 anni

Andare in pensione a soli 58 anni è il sogno di molti. Significa raggiungere il traguardo con ben 9 anni di anticipo rispetto alla legge Fornero. Tuttavia questa misura richiede requisiti molto stringenti. Vediamo chi potrà smettere di lavorare a 58 anni.

Pensioni nel 2024
Opzione donna torna alla versione originaria – galleriaborghese.it

Nel 2024 Opzione donna tornerà alla sua versione originaria, quella introdotta nel 2004 dal secondo Governo di Silvio Berlusconi e che restò in vigore fino al 2022. Fino allo scorso anno, infatti, potevano accedere alla pensione anticipata tutte le lavoratrici con almeno 35 anni di contributi. L’età pensionabile era di 58 anni per le dipendenti e 59 anni per le lavoratrici autonome.

Il Governo Meloni, nel 2023, cambiò drasticamente Opzione donna. Il requisito contributivo restò di 35 anni ma quello anagrafico fu portato a 60 anni: 59 anni per le donne con un figlio, 58 per le donne con due o più figli. Non solo. A partire dal 2023 possono fruire di Opzione donna solo le seguenti categorie di lavoratrici:

  • Caregiver;
  • Lavoratrici con disabilità pari o superiore al 74%;
  • Disoccupate;
  • Dipendenti di aziende in crisi.

Dal 2024 il requisito anagrafico tornerà ad essere 58 anni anche per le lavoratrici senza figli. Mentre quello  contributivo resterà fermo a 35 anni. Pertanto molte lavoratrici, il prossimo anno, potranno lasciare il lavoro a soli 58 anni se gli anni di contributi sono almeno 35. Tuttavia Opzione donna resterà ad appannaggio esclusivo  delle quattro categorie sopra elencate, non tornerà ad essere fruibile da tutte le donne. Non per il 2024 almeno.

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