Alzheimer, la dieta che può apportare numerosi benefici

Una ricerca ha scoperto che esiste una dieta in grado di apportare benefici contro la terribile malattia che affligge tante persone nel mondo.

All’improvviso i ricordi di una vita si confondono con pensieri immaginari, fino ad arrivare, nel tempo, a non riconoscere più i propri cari. È questa la malattia di Alzheimer. Tra i sintomi più comuni del disturbo – che può persino insorgere anche verso i 50 anni, ma che in media colpisce gli anziani con oltre 85 anni – c’è la perdita di memoria.

La dieta benefica contro l'Alzheimer
Secondo un recente studio, esiste una dieta capace di portare benefici ai pazienti malati di Alzheimer – galleriaborghese.it

Si hanno difficoltà a ricordare parole, luoghi, persone, e possono insorgere addirittura problemi nel guidare. Ci si potrebbe anche dimenticare in che posto ci si trova e non riuscire a ricordare in che modo si sia arrivati lì. La malattia, inoltre, può collegarsi a cambiamenti di umore repentini, tant’è che le persone che ne soffrono potrebbero sentirsi particolarmente confuse e andare in ansia.

Chi soffre di Alzheimer potrebbe ricordare fatti mai accaduti, o iniziare a non riconoscere più i propri cari. È un qualcosa di doloroso non essere più in grado di capire chi siano i propri figli o nipoti, soprattutto per i parenti del paziente. È come se quella persona annullasse una porzione di vita vissuta, che nella sua mente non c’è più.

Alzheimer, la dieta che può essere benefica per chi ne soffre

Nel corso degli anni, la ricerca sull’Alzheimer non si è mai fermata e continua a far emergere scoperte interessanti. Un recente studio americano in merito, portato avanti dalla University of San Diego School of Medicine, ha messo in evidenza una dieta che potrebbe essere benefica per chi soffre di Alzheimer.

La dieta benefica contro l'Alzheimer
Il regime alimentare che aiuta a combattere l’Alzheimer – galleriaborghese.it

Da quanto si apprende, infatti, i pazienti potrebbero riscontrare benefici attuando il digiuno intermittente. Si tratta di uno studio sperimentato sui topi, che ha sottolineato come gli animali, nutriti in determinati orari e a digiuno in altri, abbiano tratto effetti positivi a livello cognitivo.

In particolare, a beneficiarne è stata la memoria. L’intento è quello di aiutare chi soffre di Alzheimer a ripristinare un certo ritmo. In questo, ad avere un ruolo determinante è il modo di gestire il disturbo e come gli assistenti supportano i pazienti nell’affrontarlo a casa.

Anche se gli esiti si sono avuti, per ora, soltanto sugli animali, gli esperti che hanno lavorato allo studio auspicano che gli stessi risultati possano avvenire anche sull’uomo. Se, infatti, la sperimentazione dovesse portare i benefici sperati sull’essere umano, sarebbe un modo facile per rendere migliore la vita di chi è affetto da tale malattia.