Allarme pellet: se è senza certificazione sei nei guai, controlla subito

Nella ricerca del pellet è importante fare attenzione alla certificazione perché senza si rischiano grossi guai.

In vista dell’inverno molte persone stanno iniziando a fare scorta di sacchi di pellet, nonostante l’estate sia appena finita. Si tratta di un materiale naturale ricavato dal legno che serve per il riscaldamento domestico che si è diffuso soprattutto negli ultimi anni a causa della crisi energetica e dell’aumento delle bollette del gas.

Certificazione del pellet
Allarme pellet: attenzione alla certificazione – galleriaborghese.it

Per questo motivo i prezzi sono aumentati, così come le molte truffe ai danni di ignari consumatori. Oggi, per fortuna, molti possono comprare il pellet a prezzi ragionevoli. Tuttavia i consumatori devono prestare attenzione, al momento dell’acquisto, alla certificazione. Scopriamo di cosa si tratta e perché la sua presenza è fondamentale.

Pellet senza certificazione? Ecco cosa si rischia

Questo è il periodo migliore per comprare il pellet e fare un ottimo affare in base al rapporto prezzo/qualità. Tra l’altro, i dati diffusi negli ultimi mesi sono positivi: nel primo semestre del 2023 si è registrato un notevole calo del prezzo pari al 40%.

Questo è stato possibile perché il governo è intervenuto abbassando l’IVA dal 22% al 10%. Infatti, ricordiamo che nel 2022 il prezzo del sacchetto da 15 chili costava in media 15 euro. Quest’anno, invece, il prezzo medio è di 6,19 euro. A confermare i dati è AIEL, l’Associazione italiana energie agroforestali.

Pellet e l'importanza dell'etichetta
Pellet: cosa controllare per non commettere errori – galleriaborghese.it

Di conseguenza, il pellet è ritornato a essere competitivo ed è subito iniziata la corsa all’acquisto. Attenzione però perché il pericolo delle truffe ai danni dei consumatori non è scomparso. Infatti, è importante controllare la qualità del pellet se si vogliono evitare guai anche gravi. Per farlo, è necessario che sui sacchetti sia presente il logo ENplus A1 o ENplus A2 per uso domestico.

Si tratta di una certificazione che permette di riconoscere un pellet di qualità sulla base di caratteristiche chimiche, fisiche ed energetiche. In Italia tuttavia la normativa non vieta la vendita di pellet senza certificazione perché potrebbe essere lo stesso un prodotto di qualità. Per esserlo è necessario che sul sacco sia presente il nome del produttore e le informazioni sul contenuto.

Eppure, sono proprio le aziende produttrici di stufe a consigliare l’utilizzo di pellet certificato, poiché alcune caratteristiche sono obbligatorie. Per esempio, il materiale deve essere prodotto da legno non trattato così da evitare danni alla salute. Inoltre, il pellet certificato deve avere elementi e qualità previste dalla norma ISO 17225-5.

Questa distingue tre classi di pellet per uso domestico (A1, A2 e B) e tre classi di pellet per uso industriale (I1, I2 e I3). Quindi, per riconoscere il pellet certificato sulla busta deve esserci un’etichetta che abbia non solo il logo ENplus A1, A2 oppure B e le indicazioni ISO 17225-5, ma anche le seguenti informazioni:

  • Sigla del Paese produttore;
  • Codice dell’azienda certificata;
  • Scritta “pellet di legno”;
  • Peso del sacco e il diametro del pellet;
  • Nome del produttore o del distributore.
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