Alberto Angela, la tragedia sconosciuta: ha rischiato di morire così

Alberto Angela ha rischiato di morire, il conduttore pare proprio avere vissuto una brutta esperienza di non poco conto. Ecco le sue parole.

Si torna ancora una volta a parlare di Alberto Angela, il noto conduttore tv che tra qualche giorno sarà di nuovo in prima serata con una puntata nuova di Questa notte, il programma di Rai Uno di grande successo che porterà il pubblico italiano in giro per Parigi.

Alberto Angela stava per morire: cosa è successo
Alberto Angela e il drammatico racconto. Foto Ansa -galleriaborghese.it

Eppure il motivo che lo riporta al centro della nostra attenzione non ha a che fare con questo, anche se da un certo punto di vista è strettamente legato alla sua vita professionale: in passato il conduttore ha infatti rivelato di avere rischiato la sua vita, temendo il peggio per se stesso e per chi in quel momento era con lui.

“Ho pensato che saremmo morti” ha rivelato parlando appunto di quella incredibile esperienza che ancora oggi, nonostante il passare del tempo non può davvero dimenticare: ma andiamo con ordine e scopriamo che cosa gli è successo.

Alberto Angela: “Pensavo che saremmo affondati e che nessuno ci avrebbe trovato”

Non sempre i viaggi di Angela vanno a finire nel migliore dei modi e la riprova è proprio nel racconto che lo stesso Alberto Angela ha fatto in passato di una esperienza professionale che poteva costargli la vita, per un attimo ha anche pensato che non sarebbe tornato vivo a casa.

Alberto Angela ha quasi perso la vita
Alberto Angela, il terribile dramma che ha vissuto. Foto: Ansa – galleriaborghese.it

Per capire bene di che cosa stiamo parlando dobbiamo fare un salto all’indietro nel tempo e tornare al 1977, quando Alberto Angela se l’è vista brutta un’altra volta, come lui stesso ha raccontato: “Siamo andati in Indonesia a visitare un’isoletta che si chiama Nias, dove c’era una tribù di ex tagliatori di teste. Ci siamo arrivati con un giorno e una notte di navigazione a bordo di un vecchio cargo senza radio, senza scialuppe, senza niente” e ancora: “Nel viaggio di ritorno abbiamo preso una forte tempesta: ho pensato che saremmo affondati, che saremmo morti. Nessuno ci avrebbe più trovato”.

Davvero delle emozioni particolare che gli hanno fatto temere per la sua vita certamente e per quella delle persone che erano con lui: una sensazione che ancora oggi non riesce a dimenticare: “Il comandante me lo ricordo sotto la pioggia, al buio, che studiava una cartina tutta strappata, cercando di ricomporla come fosse un puzzle”. Un racconto che fino a questo momento nessuno conosceva e che lascia senza parole.

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