Adesso Sinner è nella storia, nessuno lo aveva fatto prima di lui

La vittoria di Jannik Sinner contro Djokovic agli Australian Open è importante per mille motivi ma uno in particolare: non era mai successo

Quanto tempo serve per entrare nella storia dello sport? A Jannik Sinner sono bastate meno di tre ore e mezza, quelle necessarie per battere in quattro set Novak Djokovic e centrare la finale degli Australian Open 2024.

Jannin Sinner record Australian Open
Jannin Sinner ha fatto la storia all’Australian Open (Ansa) – Galleriaborghese.it

Il punteggio finale di 6-1, 6-2, 6-7, 6-3 racconta già abbastanza di una partita che il campione altoatesino ha dominato fin dall’inizio. Anzi, avrebbe anche potuto chiuderla prima senza una interruzione nelle fasi decisive del terzo set per soccorrere uno spettatore che in tribuna aveva accusato un malore. Una pausa che ha permesso a Djokovic di respingere l’ennesimo assalto, rifiatare e prendersi il tie break del terzo set.

Ci ha regalato un parziale in più Djokovic e altri punti da circoletto rosso per Sinner, come avrebbe detto Rino Tommasi. Ma in fondo partite come questa, per i tifosi non dovrebbero finire mai. E in ogni caso è stata la conferma della crescita dell’azzurro, mentale ancora prima che fisica.

Perché dopo aver perso il terzo set ai tie-break, con la possibilità sprecata di un match point, il vecchio Sinner (anche se non ha nemmeno 23 anni) forse avrebbe mollato. Qui invece c’è una coscienza nuova nei suoi mezzi, sulla quale stanno lavorando da molto tempo Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Propri sul cemento di Melbourne, dove nel 2022 si era consumato il suo addio a Riccardo Piatti, Jannik ha scoperto di essere grande.

Lo ha ammesso anche lui nelle interviste del dopo partita. Tutta la fiducia maturata negli ultimi mesi dello scorso anno, quando più volte ha battuto sia Djokovic che Medvedev, gli ha dato sicurezza. “Scenderò in campo con il sorriso per la finale e farò del mio meglio, vedremo come andrà”.

Sinner è nella storia, tutti i numeri che ha riscritto agli Australian Open: uno è pazzesco

Una vittoria leggendaria, ma non soltanto per il fatto che ha sconfitto il numero 1 al mondo. Sono proprio i numeri a raccontare quello che ha combinato Jannik Sinner agli Australian Open 2024. Alcuni sanno di leggenda.

Novak Djokovic aveva vinto già dieci titoli a Melbourne e, almeno per quest’anno, non ci sarà l’undicesimo. In più arrivava da una striscia positiva di 33 vittorie sul cemento di Melbourne interrotta ora da Sinner.

Record Sinner finale Australian Open
Sinner, vittoria e record contro Djokovic (Ansa) – Galleriaborghese.it

Questo significa anche che, per la prima volta nella storia, un italiano sarà in finale nello Slam australiano. Non sarà da solo, perché nella mattinata di sabato 27 gennaio toccherà anche a Simone Bolelli e Andrea Vavassori impegnati nella finale del doppio. Ma certamente tutti gli occhi del mondo saranno su di lui. Ci aveva provato anche Matteo Berrettini, arrivato in semifinale due anni fa, senza riuscirci.

Il primo azzurro ad arrivare in finale in uno Slam è stato Giorgio De Stefani nel 1932 al Roland Garros. Poi è toccato a Nicola Pietrangeli con quattro finali sempre sulla terra rossa parigina (ha vinto nel 1959 e nel 1960) e nel 1976, ancora al Roland Garros, ad Adriano Panatta che vinse quell’edizione. L’ultimo, più recente, sempre Berrettini a Wimbledon nel 2021.

Inoltre Jannik è stato il primo nella storia a battere Novak Djokovic in semifinale agli Australian Open. Ma c’è soprattutto un numero che fa riflettere: è stato l’unico a non concedere nemmeno una palla break a Nole in una partita dello Slam. In realtà era già successo contro Thomas Berdych a Wimbledon nel 2017, ma si era ritirato all’inizio del secondo set nei quarti di finale. Dunque, quella partita non può considerarsi completa.

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