Amor sacro e Amor profano

(1602) tela, cm. 240x143

GIOVANNI BAGLIONE

L'opera venne eseguita per il cardinal Benedetto Giustiniani, in concorrenza con un dipinto di analogo soggetto dipinto da Caravaggio per il fratello del cardinale, il marchese Vincenzo.

La tela documenta il periodo di maggior adesione di Giovanni Bagione allo stile caravaggesco, sia per il punto di vista ravvicinato, sia per il fondo nero e la luce diretta che crea violenti contrasti chiaroscurali. Il processo del 1603, in cui Caravaggio fu accusato di diffamazione nei confronti del pittore, mise bruscamente fine a questo avvicinamento e il pittore romano tornò sulle orme di uno stanco tardo manierismo.

A questa rottura traumatica si deve la leggenda che nel volto del demonio atterrato si debbano riconoscere le fattezze di Caravaggio. Il soggetto è una variazione sul tema del virgiliano Omnia vincit Amor, che conobbe nel Seicento una vasta fortuna.

GALLERIA NAZIONALE D'ARTE ANTICA. PALAZZO BARBERINI

La guida agevola il visitatore alla scoperta dei capolavori custoditi nella Galleria.
  • L. M. Onori - R. Vodret
  • Brossura, 16,5x23 cm, pp. 152, 133 ill. col.
  • € 14,00
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