IL CASTELLO SEGRETO

Il Castello segreto è il titolo di un progetto ideato dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, che rende visibili alcune zone particolari del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. Per quanto di rimarchevole valore storico e artistico, di solito queste aree risultano chiuse per motivi di sicurezza: la loro conformazione e l’angustia delle dimensioni preclude, di fatto, l’accesso all’alto numero di visitatori che ogni giorno frequenta il monumento. L’apertura al pubblico, da ritenersi un evento eccezionale, avviene grazie a visite guidate in italiano e in inglese, realizzate da personale specializzato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il Castello segreto prevede un itinerario esclusivo e affascinante nel cuore del monumento. La visita ha come tappe il Passetto di Borgo, ovvero il camminamento di 800 metri che connette il Castello ai Palazzi Vaticani; le Prigioni storiche; le Oliare, gli ambienti adibiti un tempo a depositi alimentari; infine, il cortile di Leone X, il locale detto ‘del Forno’ e la minuscola Stufetta di Clemente VII, cioè la sala da bagno del pontefice, celebre fra l’altro per gli affreschi della bottega di Raffaello Sanzio.

  • Visite speciali:tutti i giorni, 4 al giorno, 2 in italiano (11:00, 17:00) e 2 in inglese (10:00, 16:00).
  • Gruppi massimo 15 persone.
  • Prezzo: Euro 5,00 oltre il costo del biglietto d’ingresso
  • Per prenotazioni: 06 32810
  • Approfondimento

MUSEO NAZIONALE DI CASTEL SANT'ANGELO

Sito archeologico, fortezza e prigione, ma anche residenza pontificia ricca di episodi artistici di grande rilievo, il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo non può che riflettere le alterne e numerose variazioni d’uso della sua sede e può essere considerato, al contempo, monumento, area archeologica e museo. Quest’ultima accezione è determinata dalle eterogenee collezioni qui confluite in diversi momenti.

Castel Sant’Angelo entra nel demanio dello Stato Italiano nel 1870, come carcere militare e caserma. L’edificazione dei Lungotevere (1890-1893) comportò una serie di scavi e sterri fuori e dentro l’edificio, da cui provennero diversi reperti lapidei e armi antiche dal quale ebbe vita un primo antiquarium. Anche se diversi ambienti erano ancora adibiti ad uso delle truppe, nel 1901, venne normalizzata la visita del monumento: nelle Sale di Clemente VIII e della Giustizia fu esposto materiale storico, fotografico, una prima raccolta d’armi, monete e ceramiche rinvenute nei pressi del Castello.
Quando venne acquistato nel 1907 un nucleo di sculture antiche dal Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano, era già stato inaugurato, in Castel Sant’Angelo, il Museo Storico del Genio Militare. La creazione di quest’ultimo, venne ufficializzata solo nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale quando molti spazi interni ed esterni alla Mole vennero utilizzati per ricostruzioni ambientali. In considerazione del successo dell’evento, vi venne istituito anche un Museo della Scultura e delle Arti Minori i cui pezzi inizieranno a giungere solo nel 1926, contemporaneamente alcune opere già acquisite dal Castello, furono dirottate in Palazzo Venezia dove era stato istituito il Museo di Storia del Medioevo e della Storia di Roma.
Nel 1916, Mario Menotti, dona una collezione di antichi dipinti ed arredi destinati ad arredare la Sala di Amore e Psiche. Seguirà, nel 1928, una donazione analoga dalla famiglia Contini Bonacossi che, andrà ad arredare e decorare le sale degli appartamenti papali.
La nascita e l’imprinting fondamentale del Museo si devono al generale Mariano Borgatti, primo direttore del Castello. Dalla gestione militare deriva la progressiva acquisizione di una cospicua collezione d’armi antiche e moderne e di cimeli storico-militari. L’impronta militare fu mantenuta dal Museo fino agli anni Settanta dello scorso secolo, momento in cui iniziarono ad affacciarsi differenti orientamenti museologici. La pinacoteca, fu organizzata con criterio cronologico; nella Sala della Giustizia e nella Cagliostra trovò posto la collezione di ceramiche (XV-XVIII secolo), le sculture medievali e moderne, in parte oggetti già in loco in parte acquistati appositamente, nella Sala delle Colonne ed in quelle attigue.

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