ROCCA DEMANIALE DI GRADARA

  • P.zza Alberta Porta Natale, 1 61012 GRADARA
  • Lunedì dalle 8.30 alle 14.00 - Da Martedì a Domenica dalle 8.30 alle 19.15
  • Per prenotare: 06 32810
  • E-mail: info@tosc.it
  • Biglietto cumulativo Rocca + Camminamenti di Ronda € 7,00 in vendita presso la biglietteria della Rocca Demaniale o all’ingresso dei Camminamenti
  • È FATTO ASSOLUTO DIVIETO DI INTRODURRE DURANTE LA VISITA ALLA ROCCA BORSE DI GRANDI DIMENSIONI E ZAINI.
  • L'ACCESSO ALLA ROCCA È CONSENTITO A GRUPPI COMPOSTI DA MASSIMO 40 PERSONE
  • Per i diversamente abili l'eventuale percorso di visita del piano nobile puo' essere possibile momentaneamente soltanto con l'ausilio di personale di assistenza al portatore di handicap e non con personale interno del museo.
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La Rocca Demaniale di Gradara può essere considerata uno tra gli esempi più tipici dell’architettura militare del XIV secolo. La sua costruzione ha visto avvicendarsi diverse fasi; il nucleo più antico è oggi riconoscibile nel “Mastio”, la cui esistenza è già documentata a partire dalla fine del XII secolo, successivi interventi hanno poi conferito all’edificio quello che è il suo aspetto attuale.

La storia della Rocca ha inizio con i Malatesta, proprietari dell’edificio fino alla sconfitta della casata da parte di Federico di Montefeltro nel 1463. La Rocca passò poi agli Sforza di Pesaro, a loro si devono gli imponenti lavori compiuti nel 1494 per accogliere Lucrezia Borgia, tra cui ricordiamo il fregio con la Passione di Cristo e la scena di battaglia di Amico Aspertini, ancora oggi visibili. Nel corso degli anni, l’edificio perse il suo ruolo di fortezza militare per acquisire quello di residenza “Suburbana”. Tra il 1921 e il 1923 una nuova serie di lavori venne portata avanti da Umberto Zanvettori che provvide ad un restauro integrale dell’edificio interessandosi principalmente dell’allestimento delle sale, in particolare del Piano Nobile. Nel 1928 La Rocca passò definitivamente allo Stato Italiano.

Nella  Rocca sono custodite importanti opere d'arte del Quattrocento come la pala d'altare di Andrea della Robbia e una “Madonna con Bambino e Santi” di Giovanni Santi – padre di Raffaello. Una recente leggenda vuole inoltre che l’edificio abbia fatto da cornice alle tragiche vicende di Paolo e Francesca, gli infelici amanti cantati da Dante nel canto V dell’Inferno, cui è dedicata una stanza.

  • Camera di Francesca

    Rocca di Gradara

  • Sala dei Putti

    Rocca di Gradara

  • Sala del Consiglio

    Rocca di Gradara

  • Sala di Sigismondo e Isotta

    Rocca di Gradara