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Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo - Informazioni pratiche

 

 

Sito archeologico, fortezza e prigione, ma anche residenza pontificia ricca di episodi artistici di grande rilievo, il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo non può che riflettere le alterne e numerose variazioni d’uso della sua sede e può essere considerato, al contempo, monumento, area archeologica e museo. Quest’ultima accezione è determinata dalle eterogenee collezioni qui confluite in diversi momenti.

Castel Sant’Angelo entra nel demanio dello Stato Italiano nel 1870, come carcere militare e caserma. Nel 1886 venne avanzata una prima proposta di musealizzazione (Museo Centrale dell’Artiglieria), rimasta inattuata. L’edificazione dei Lungotevere (1890-1893) comportò una serie di scavi e sterri fuori e dentro l’edificio, da cui provennero diversi reperti lapidei e armi antiche dal quale ebbe vita un primo antiquarium. Anche se diversi ambienti erano ancora adibiti ad uso delle truppe, nel 1901, venne normalizzata la visita del monumento: nelle Sale di Clemente VIII e della Giustizia fu esposto materiale storico, fotografico, una prima raccolta d’armi, monete e ceramiche rinvenute negli sterri adiacenti il Castello.
Quando venne acquisto (1907) un nucleo di sculture antiche dal Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano, era già stato inaugurato, in Castel Sant’Angelo, il Museo Storico del Genio Militare. La creazione di quest’ultimo, venne ufficializzata solo nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale quando, con la Mostra d’Arte Retrospettiva, molti spazi interni ed esterni alla Mole vennero utilizzati per ricostruzioni ambientali. In considerazione del successo dell’evento, vi venne istituito anche un Museo della Scultura e delle Arti Minori i cui pezzi inizieranno a giungere però solo nel 1926, contemporaneamente alcune opere già acquisite dal Castello, furono dirottate in Palazzo Venezia dove era stato istituito il Museo di Storia del Medioevo e della Storia di Roma.
Nel 1916, Mario Menotti, dona una collezione di antichi dipinti ed arredi destinati ad arredare la Sala di Amore e Psiche a similitudine di una camera da letto pontificia del Rinascimento. Seguirà, nel 1928, una donazione analoga dalla famiglia Contini Bonacossi che, basandosi sul regolamento del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (istituito nel 1925) andrà ad arredare e decorare le sale degli appartamenti papali.
La nascita e l’imprinting fondamentale del Museo si devono al generale Mariano Borgatti, primo direttore del Castello. Dalla gestione militare deriva la progressiva acquisizione di una cospicua collezione d’armi antiche e moderne (oggi, in gran parte, nei depositi) e di cimeli storico-militari (in gran parte trasferiti al Vittoriano). L’impronta militare fu mantenuta dal Museo fino agli anni Settanta dello scorso secolo, momento in cui iniziarono ad affacciarsi differenti orientamenti museologici. La pinacoteca, fu organizzata con criterio cronologico; nella Sala della Giustizia e nella Cagliostra trovò posto la collezione di ceramiche (XV-XVIII secolo), le sculture medievali e moderne, in parte oggetti già in loco in parte acquistati appositamente, nella Sala delle Colonne ed in quelle attigue.
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