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Spesso citata negli inventari come opera di Tiziano, è indubbio che si tratti di una delle molte versioni di questo soggetto, il cui prototipo è considerato quello del Prado di Madrid, eseguito dall'artista nel 1553 per Filippo II di Spagna.
La tela di Palazzo Barberini nacque quasi certamente dalla mano del maestro con chiari interventi della bottega; si differenzia da quella di Madrid per la presenza del copricapo di Adone, variazione che Tiziano ripropose anche in altre repliche.
L'episodio è narrato nelle Metamorfosi di Ovidio: Venere, colpita per errore da una freccia di Cupido, si invaghisce di un bellissimo giovane, Adone.
La dea lo esorta a non partire per la caccia perché consapevole del tragico destino che lo attende. Il giovane rifiuta il suo amore, ignorando i tristi presagi.
La morte lo sorprenderà nell'imminente battuta di caccia e dalle gocce del suo sangue nascerà un bellissimo fiore, l'anemone.
In secondo piano, dietro la figura di Venere è disteso Cupido che, abbandonate le frecce, appare addormentato all'ombra di un albero, segno dell'amore non ricambiato.
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