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Il soffitto della sala fu commissionato a Sacchi dal principe Taddeo Barberini. Il tema proposto rappresenta la Divina Sapienza, raffigurata al centro, allegoricamente, come una donna seduta in trono; nella mano destra regge uno scettro con l'occhio di Dio, e nella sinistra lo specchio simbolo della Prudenza.
Sul seno della Sapienza appare un piccolo sole, emblema della famiglia Barberini, insieme alle api che decorano il trono.
La donna è attorniata da undici figure femminili che simboleggiano le sue virtù. Da sinistra: la Nobiltà con la corona di Arianna, la Giustizia con la bilancia, la Fortezza con la clava, l'Eternità con il serpente, la Soavità con la lira, la Divinità con il triangolo, la Magnanimità con la spiga di grano.
Da destra: la Bellezza con la chioma di Berenice, la Perspicacia con l'aquila, la Purezza con il cigno, la Santità con la croce e l'altare.
Nel cielo appaiono due arcieri alati: quello sul leone rappresenta l'amore di Dio, mentre quello sulla lepre simboleggia il timore di Dio.
L'enorme globo terrestre sembra ruotare attorno al sole posto dietro al trono, come se Andrea Sacchi fosse stato a conoscenza delle recenti teorie eliocentriche sostenute da Galilei e Copernico.
Le stelle posate sugli attributi delle virtù corrispondono alla configurazione astrale del cielo nella notte del 5 agosto 1623, giorno in cui venne eletto papa Urbano VIII Barberini.
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