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Narciso (1546-48) olio su tela cm. 113,3x95 | Michelangelo Merisi detto il Caravaggio

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Galleria Nazionale d'Arte Antica. Palazzo Barberini
L. M. Onori - R. Vodret
Brossura, 16,5x23 cm, pp. 152, 133 ill. col.
€ 13,00

La guida agevola il visitatore alla scoperta dei capolavori custoditi nella Galleria.
Il dipinto, non citato dalle fonti, č al centro di un complesso dibattito attributivo. L'attribuzione di Longhi a Caravaggio (1916, 1951), č stata accettata da una parte degli studiosi del pittore lombardo tra cui Mahon, Marini, Cinotti, Calvesi. Altri invece hanno proposto diverse attribuzioni come Manfredi, Gentileschi, Spadarino (Brandi, 1974, Papi, 1968, 1989, 1992). In seguito agli articoli di Papi la Gregori e Bologna hanno espunto la tela dal catalogo caravaggesco. L'attribuzione a Caravaggio č invece stata ribadita da Marini e Calvesi.
Il riferimento a Caravaggio trova una possibile conferma in una licenza di esportazione del 1645, relativa ad un Narciso di Caravaggio di misure analoghe al nostro. Pur senza mai proporre una sicura e impossibile identificazione tra il documento e la tela, i maggiori studiosi hanno da allora accostato la licenza al quadro, ribadendo l'autografia caravaggesca.
I particolari esecutivi emersi dal recente restauro, i risultati delle analisi, i confronti stilistici con altre opere autografe di Caravaggio, e l'innovazione iconografica del soggetto, - basata sull'eccezionale invenzione della doppia figura a carta da gioco di cui č fulcro ideale il ginocchio in piena luce - inducono a ritenere che il Narciso sia un'opera che appartiene pienamente ai caratteristici stilistici e formali di Caravaggio (Vodret 1996) ed č riconducibile, a quel periodo ancora non del tutto chiarito dell'attivitā caravaggesca databile tra il 1597 e il 1599. Un momento in cui Caravaggio predilige le atmosfere magiche, sospese, introspettive, un momento ancora fortemente influenzato dalla pittura lombarda di Moretto e Savoldo, ma in cui sonda le infinite possibilitā del rapporto luce-ombra.Partecipano di questo stesso momento figurativo, il Suonatore di liuto, la Maddalena Doria, e, soprattutto, la S.Caterina di Thyssen e la Maddalena di Detroit, con i quali ci sono continui rimandi e tangenze.
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