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Il dipinto proviene dalle collezioni del Monte di Pietà, acquistato poi dal barone Barracco fu donato allo Stato nel 1907. La prima attribuzione al Mantegna venne corretta dal Morelli (1874) che riferisce il dipinto a Piero di Cosimo.
La maggior parte della critica ha visto l'opera come espressione dell'ultimo periodo della produzione dell'artista anche in rapporto con gliinflussi leonardeschi sulla sua pittura presenti nei primi anni del Cinquecento. Più precisamentte la datazione è stata posta al 1501 in rapporto col ritorno di Leonardo a Firenze. In particolare la Bacci (1966) ricollega a quest'opera il San Giovanni Evangelista dell' Academy of Fine Arts di Honolulu. Lo Zeri (1959) anticipa la datazione intorno al 1490 circa, ponendo l'opera tra le prime di un gruppo eseguito fra il 1485 e il 1505 nel quale rileva un accostamento a Filippino Lippi che va sfumando verso un maggiore "accento nordico alla Hugo Van der Goes".
E' interessante notare nell'opera la valenza di ritratto che traspare chiaramente anche attraverso la stretta osservanza dell'iconografia della Santa.
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